L’intelligenza artificiale non fa vincere

da | 25 Settembre 2026

A marzo 2025 tre studenti di matematica dell’Università del Salento sono finiti su tutti i giornali italiani: avrebbero vinto quasi 50.000 euro al Lotto usando un algoritmo di intelligenza artificiale, dopo aver studiato la frequenza dei numeri usciti nei mesi precedenti. La notizia ha fatto il giro del web, ha acceso speranze ed è probabile che qualcuno, in una famiglia che convive con un problema di gioco, l’abbia usata come argomento: vedi, con l’intelligenza artificiale un sistema esiste davvero. Vale la pena spiegare, con calma e con i numeri alla mano, perché questa frase è pericolosa quanto sbagliata.

Perché matematicamente non è possibile

Il Lotto, come il SuperEnalotto, la roulette o la maggior parte dei giochi d’azzardo, si basa su estrazioni indipendenti: ogni singola estrazione non ha alcuna relazione con quelle precedenti. In termini statistici si chiama assenza di memoria del sistema, e significa che sapere quali numeri sono usciti ieri, il mese scorso o negli ultimi dieci anni non fornisce alcuna informazione utile su cosa uscirà oggi.

Fabrizio Durante, docente di Probabilità e Statistica Matematica all’Università del Salento, commentando il caso dei suoi studenti, lo ha detto senza mezzi termini: il gioco del Lotto è puramente casuale, quindi non è possibile prevedere l’esito di un’estrazione basandosi su quelle precedenti.

Nicola Parolini, del Politecnico di Milano, ha aggiunto che non esiste alcuno schema in grado di aumentare le probabilità di indovinare numeri estratti a caso, che si giochi seguendo un metodo o scegliendo a caso non cambia nulla.

Un’intelligenza artificiale può analizzare tutto lo storico delle estrazioni passate e produrre statistiche molto dettagliate, ma questo non cambia il risultato, perché non esiste nessun pattern nascosto da scoprire in un sistema davvero casuale.

È esattamente lo stesso principio dietro al cosiddetto mito dei numeri ritardatari: un numero che non esce da 200 estrazioni non ha una probabilità più alta di uscire alla 201esima, ha esattamente la stessa probabilità di sempre. La sola eccezione storica degna di nota, quella di Joseph Jagger, l’imprenditore inglese che nell’Ottocento vinse una fortuna alla roulette di Montecarlo, individuando una ruota difettosa meccanicamente, conferma la regola invece di smentirla: funzionò perché la ruota non era davvero casuale, era rotta. Nei sistemi regolari e ben funzionanti di oggi, monitorati e sostituiti periodicamente proprio per evitare bias di questo tipo, quella scorciatoia semplicemente non esiste.

Perché le notizie di “vittorie con l’AI” sono fuorvianti

Se una notizia come quella degli studenti del Salento diventa virale, è proprio perché è rara e sorprendente, non perché dimostri un metodo replicabile. È lo stesso motivo per cui si legge sempre la storia del pensionato che vince cinque milioni al Gratta e vinci, e mai quella dei milioni di persone che, con lo stesso biglietto, non vincono nulla.

Un giornalista francese ha provato a replicare l’esperimento degli studenti italiani usando quattro diversi sistemi di intelligenza artificiale per il SuperEnalotto: dopo aver puntato 30 euro su dodici combinazioni suggerite dall’AI, ha recuperato in tutto 5,5 euro. Un esperto di statistica specializzato in giochi d’azzardo, interpellato dallo stesso giornale, ha chiuso la questione con un paragone efficace: l’intelligenza artificiale è come un orologio rotto, che funziona giusto due volte al giorno per puro caso.

Vale la pena notare anche un altro dettaglio che dice molto su come persino i sistemi di AI più diffusi trattino questo tema: interrogati direttamente su quali numeri giocare, molti chatbot rifiutano di rispondere o accompagnano la risposta con avvertimenti espliciti sulle scarsissime probabilità di vincita. Non è un caso: chi ha progettato questi sistemi sa bene che generare l’illusione di un metodo vincente, anche involontariamente, può avere conseguenze reali su chi ha già un rapporto difficile con il gioco.

L’AI lavora per il banco, non per il giocatore

Mentre non esiste alcuna intelligenza artificiale in grado di far vincere un giocatore contro il caso, esiste invece un uso molto concreto e già attivo dell’AI da parte dell’industria del gioco d’azzardo, ed è rivolto esattamente nella direzione opposta. Le piattaforme di gioco online utilizzano sistemi di intelligenza artificiale non per prevedere quale numero uscirà, cosa impossibile, ma per prevedere e orientare il comportamento di chi gioca: come reagisce a una perdita, a una quasi vincita, a un bonus, quanto è probabile che continui a giocare o che aumenti la puntata dopo un certo tipo di stimolo. Su questa base, l’intelligenza artificiale ottimizza suoni, colori, ritmo dell’interfaccia e persino l’intensità visiva delle quasi vincite, per rendere l’esperienza il più coinvolgente possibile proprio per chi è più vulnerabile a continuare.

È il motivo per cui, quando un’azienda del settore presenta l’intelligenza artificiale come alleata del gioco responsabile, vale la pena mantenere una sana diffidenza: lo stesso strumento che potrebbe segnalare un comportamento a rischio è capace, tecnicamente, di fare esattamente l’opposto.

Se in famiglia sentite qualcuno parlare di un sistema, di un algoritmo, di un’intelligenza artificiale capace di prevedere le vincite, non liquidatelo come una battuta innocua. È una forma molto specifica e riconoscibile di quella che gli esperti chiamano illusione di controllo: la convinzione, tipica di chi ha già un rapporto problematico con l’azzardo, di poter esercitare un’influenza su un esito che in realtà è interamente casuale. Non è diversa, nella sostanza, dal credere nei numeri ritardatari o nei rituali scaramantici, ma la parola intelligenza artificiale le dà oggi una patina di credibilità tecnologica che rende quella convinzione più difficile da scardinare con una semplice battuta.

Se ve lo sentite dire da un figlio, da un partner o da un genitore, chiedete apertamente da dove viene quella convinzione, se è nata leggendo una notizia, interrogando un chatbot o seguendo un canale online che promette metodi vincenti, è un modo per capire quanto la persona sia già dentro un pensiero che merita attenzione, non solo correzione.

Dove chiedere aiuto

  • Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo: 800 55 88 22 — gratuito, anonimo, per giocatori e familiari
  • Gam-Anon — gruppi di supporto per partner e familiari di giocatori
  • Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) — accesso gratuito e diretto, senza ricetta
  • Psicologi e psicoterapeuti specializzati in dipendenze e relazioni — per percorsi individuali e di coppia
  • Il nostro servisio di supporto gratuitor e online con Vinciamo il Gioco qui.

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