Giornata del Risparmio e azzardo: educazione finanziaria per le famiglie

da | 30 Ottobre 2026

Il 31 ottobre, molto prima di Halloween, era la Giornata del Risparmio. Esiste ancora: è nata a Milano nel 1924, durante il primo Congresso internazionale del risparmio, e quest’anno arriva alla 102ª edizione. In Italia la celebra Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio, che il 30 ottobre a Roma ha scelto come tema “Il risparmio nella società che cambia”.

La società è cambiata davvero. Nel 2025 in Italia sono stati giocati d’azzardo 165,34 miliardi di euro, il record di sempre, e i giocatori ne hanno persi quasi 22. Nello stesso Paese, un adulto su quattro non riuscirebbe a pagare con i propri soldi una spesa imprevista di 1.000 euro.

Per chi vive accanto a una persona che gioca d’azzardo il risparmio spesso è un miraggio un tema. C’è il conto che si svuota senza spiegazioni, la carta rifiutata alla cassa, l’ennesima richiesta di prestito con una scusa nuova. Ecco perché, in questa giornata, vogliamo parlare di educazione finanziaria: che cos’è, come si pratica in casa, perché previene l’indebitamento e che cosa fare quando l’azzardo è già entrato in famiglia.

Che cos’è l’educazione finanziaria

L’educazione finanziaria non è imparare a investire in Borsa. L’OCSE parla di alfabetizzazione finanziaria come di una combinazione di consapevolezza, conoscenze, competenze, atteggiamenti e comportamenti che servono a prendere decisioni sensate sul denaro e a raggiungere il benessere finanziario. Tradotto nella vita di tutti i giorni: saper leggere un estratto conto, costruire un bilancio familiare, capire quanto costa davvero un prestito, riconoscere una promessa troppo bella per essere vera…

Secondo l’indagine Acri Ipsos Doxa presentata per la Giornata del Risparmio, il 37% indica l’educazione finanziaria a scuola o la formazione degli adulti come prima condizione per rendere il risparmio più accessibile. Infatti dal 2024 la legge 21, la cosiddetta Legge Capitali, ha inserito l’educazione finanziaria nell’insegnamento dell’educazione civica a scuola. E dal 1° al 30 novembre 2026 torna il Mese dell’Educazione Finanziaria.

Perché l’educazione finanziaria previene l’indebitamento

Il debito raramente arriva tutto in una volta. Procede a rate: un piccolo prestito, un anticipo sullo stipendio, una carta di credito il cui saldo non si chiude mai… Presi uno per uno sembrano debiti gestibili, ma messi in fila mostrano la reale entità del problema. Chi ha qualche competenza finanziaria riconosce prima i segnali, sa quanto pesano gli interessi e capisce quando una soluzione rapida è in realtà un nuovo problema. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo su gioco d’azzardo, debiti e usura.

Il problema non è marginale. Secondo il IV Rapporto annuale sul sovraindebitamento, in Italia oltre 7 milioni di persone vivono una forte esposizione debitoria e circa un milione è in crisi economica cronica. E secondo l’indagine Acri Ipsos Doxa 2026, il 6% degli italiani nell’ultimo anno ha dovuto chiedere un prestito per far quadrare entrate e uscite; tra chi ha fra 30 e 44 anni la quota sale al 10%.

L’azzardo è uno degli acceleratori più potenti di questa spirale, perché è costruito in modo che il banco vinca. Nel 2025, su 17 milioni di conti di gioco online attivi, l’84% si è chiuso in perdita. Chi gioca spesso prova a “rifarsi” delle perdite giocando ancora, e quando i soldi propri finiscono cerca quelli degli altri. La Consulta Nazionale Antiusura ha riferito alla Camera che circa una persona su dieci tra quelle che si rivolgono alle sue fondazioni ha bruciato stipendi, pensioni e risparmi nelle slot e nel gioco online.

C’è anche un dettaglio giuridico che pochi conoscono. Per il Codice civile i debiti di gioco sono obbligazioni naturali: chi vince non può pretenderne il pagamento in tribunale. Ma i prestiti, le carte revolving e le cessioni del quinto ottenuti per continuare a giocare sono debiti a tutti gli effetti, e vanno restituiti.

Ovviamente l’educazione finanziaria non cura il disturbo da gioco d’azzardo. Però protegge chi sta intorno, aiuta a vedere prima i segnali e rende più difficile che il problema di una persona diventi il fallimento di un’intera famiglia.

Come si fa: l’educazione finanziaria comincia a tavola

Non servono corsi costosi. L’educazione finanziaria si costruisce con abitudini semplici, ripetute nel tempo e condivise da tutta la famiglia.

  1. Parlare di soldi, senza tabù. In molte case il denaro è un argomento da adulti o, peggio, da nascondere. Ma il silenzio è il terreno ideale per segreti e debiti invisibili.
  2. Fare il bilancio familiare. Una volta al mese mettete in fila entrate, spese fisse e spese variabili.. Serve a sapere dove va il denaro e a notare subito quando qualcosa non torna.
  3. Costruire un fondo per gli imprevisti. Anche piccolo, anche dieci euro alla volta. Il 24% degli italiani non riuscirebbe a coprire da solo una spesa improvvisa di 1.000 euro: è esattamente il momento in cui si cerca un prestito veloce.
  4. Imparare a leggere il costo del credito. Il TAEG dice quanto costa davvero un finanziamento. Si tratta del Tasso Annuo Effettivo Globale che è l’indice principale da guardare quando si richiede un finanziamento. Viene espresso in percentuale e rappresenta il costo totale del prestito o del mutuo su base annua. Carte revolving, prestiti lampo e acquisti a rate “senza pensieri” possono diventare la parte più cara della spesa.
  5. Insegnare ai figli la differenza tra rischio e azzardo. La paghetta è una buona palestra: decidere, aspettare, rinunciare. E la matematica è un antidoto: nel gioco d’azzardo, nel lungo periodo, vince sempre chi organizza il gioco.
  6. Diffidare delle scorciatoie. Trading “facile”, criptovalute presentate come guadagno sicuro, sistemi per vincere alle scommesse: se una proposta promette soldi rapidi senza rischi, il rischio c’è ed è vostro.

Se in famiglia qualcuno gioca d’azzardo: come proteggere i risparmi

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia ci sono circa 1,5 milioni di giocatori problematici e 1,4 milioni a rischio moderato. Per ognuno di loro, altre sette persone ne subiscono le conseguenze: familiari, ma anche amici e colleghi. Se siete tra queste persone, l’educazione finanziaria diventa uno strumento di autodifesa.

  1. Non ripianare i debiti in silenzio. Pagare di nascosto le rate o i prestiti di chi gioca sembra un gesto d’amore, ma spesso toglie al problema la sua conseguenza più visibile e lo fa durare più a lungo. Un aiuto economico ha senso dentro un percorso di cura, non al posto del percorso.
  2. Mettere in sicurezza il denaro di tutti. Valutate conti separati, rivedete cointestazioni, deleghe, carte e accessi all’home banking. Fatelo con l’aiuto della banca o di un professionista, per non creare problemi legali.
  3. Tenere traccia di tutto. Conservate estratti conto, contratti di finanziamento, ricevute e messaggi. Servono per capire l’entità reale dei debiti e, se necessario, per avviare le procedure di tutela.
  4. Non chiedere mai prestiti a privati. È la porta d’ingresso dell’usura. Le fondazioni antiusura, come quelle della Consulta Nazionale Antiusura e come Fondazione Adventum, partner di questo progetto, offrono ascolto e prevenzione gratuiti.
  5. Se i debiti sono già troppi, esistono procedure legali. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede strumenti per chi è sovraindebitato, gestiti dagli Organismi di composizione della crisi (OCC). Serve il parere di un legale.
  6. Valutare le tutele più forti. Nei casi più gravi, l’amministrazione di sostegno può aiutare a proteggere il patrimonio della persona e della famiglia. È una scelta delicata, da valutare con un legale e con i servizi.
  7. Chiedere aiuto anche per sé. Il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 558822, è gratuito e anonimo, risponde dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16 ed è pensato anche per i familiari. Potete rivolgervi anche ai SerD della vostra ASL e ai gruppi di auto aiuto per familiari.

Risparmiare oggi è un atto di cura

Nel 1924 risparmiare significava mettere da parte qualcosa per domani. Oggi significa anche difendersi da un’offerta di azzardo che non chiude mai, sta in tasca e parla la lingua del divertimento.

La legge dice da due anni che l’educazione finanziaria è una competenza di cittadinanza, da imparare a scuola. È un passo importante. Ma un Paese che la insegna in classe e intanto lascia che i suoi cittadini perdano quasi 22 miliardi in un anno nell’azzardo legale ha davanti una contraddizione che nessuna lezione può risolvere da sola.

Nel frattempo, la prevenzione comincia in casa. Il primo passo non costa niente: stasera, a tavola, parlate di soldi.

Dove chiedere aiuto

  • Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo: 800 55 88 22 — gratuito, anonimo, per giocatori e familiari
  • Gam-Anon — gruppi di supporto per partner e familiari di giocatori
  • Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) — accesso gratuito e diretto, senza ricetta
  • Psicologi e psicoterapeuti specializzati in dipendenze e relazioni — per percorsi individuali e di coppia
  • Il nostro servisio di supporto gratuitor e online con Vinciamo il Gioco qui.

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