da Elena Inversetti | 1 Maggio 2026 | News
Il lavoro può essere una delle ultime cose che una persona con disturbo da gioco d’azzardo riesce a tenere in piedi. A volte è l’unico spazio in cui si sente ancora competente, ancora utile, ancora qualcuno.Perderlo o rischiare di perderlo può essere la scossa che apre la strada alla richiesta di aiuto. Ma può anche essere il crollo finale. Ecco perché chi sta vicino — colleghi, superiori, sindacalisti, amici di lavoro — ha un ruolo che non è da sottovalutare. Non si tratta di salvare nessuno. Si tratta di non voltarsi dall’altra parte.
da Elena Inversetti | 24 Aprile 2026 | Azzardo live, News
"Torna sempre più tardi la sera e quando gli chiedo dove è stato, le sue risposte sono vaghe". "Mi chiede soldi con scuse sempre diverse". "È diventato nervoso, scatta per un nonnulla". "Ho trovato ricevute di prestiti che non sapevo esistessero". Queste sono le frasi che ascoltiamo più spesso dalle famiglie che si rivolgono ai [...]
da Elena Inversetti | 20 Aprile 2026 | Storie di gioco
Lorenzo ha 59 anni. Vive nella sua città natale, nel Sud Italia, nella stessa casa in cui è cresciuto. È l’unica cosa che gli è rimasta. In trent’anni di azzardo ha perso il lavoro, i risparmi, gli amici, e infine la sua famiglia. Sua moglie ha chiesto il divorzio. I due figli non gli rivolgono la parola. Percepisce una pensione di invalidità per disturbo da gioco d’azzardo e depressione. È dipendente anche dagli ansiolitici. Va e viene dai Ser.D. senza riuscire ancora a fare il passo definitivo verso la guarigione. Eppure ha voluto raccontarsi. Perché la sua storia, dice, possa servire a qualcun altro
da Elena Inversetti | 10 Aprile 2026 | News
In Italia non esiste alcun obbligo per le scuole di fare prevenzione sul gioco d’azzardo. Mentre il 25,4% dei ragazzi tra 11 e 13 anni ha già giocato e 90.000 giovani hanno problemi di gioco, i programmi scolastici sono frammentati, volontari e senza monitoraggio nazionale. A differenza di tabacco, alcol e droghe, l’azzardo resta il “parente povero” della prevenzione. Le famiglie non possono aspettare: devono informarsi, parlare ai figli e sollecitare attivamente la scuola ad aderire ai pochi progetti disponibili sul territorio. Perché più conoscenza significa più consapevolezza, e la consapevolezza è l’unico vero scudo
da Elena Inversetti | 3 Aprile 2026 | Azzardo live
L’articolo esplora la complessità del Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA), ponendo l’accento sul ruolo dei familiari come “sentinelle” precoci. Vengono analizzati i diversi profili psicologici del giocatore e l’impatto delle moderne tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, che rendono il gioco online una trappola personalizzata. Il testo offre consigli pratici per riconoscere i cambiamenti comportamentali, sottolinea l’importanza di proteggere la salute mentale dei congiunti e fornisce contatti utili per intraprendere un percorso di recupero scientificamente validato