Azzardo, adolescenti e scuola. Guida per i genitori

da | 4 Settembre 2026

Se tuo figlio o tua figlia frequenta una classe di scuola superiore, la statistica dice che più della metà dei suoi compagni ha scommesso denaro online almeno una volta nell’ultimo anno. Val la pena dunque informarsi presso l’istituto che frequentano i vostri figli per capire se hanno idea del problema e se hanno in calendario progetti di prevenzione. Ecco come puoi aprire un dialogo informato con la scuola.

Il confine sottile tra gioco e azzardo

Il gioco d’azzardo dei minori di oggi raramente somiglia a quello che avete in mente voi. Non è un ragazzino che entra in una sala scommesse, dove qualcuno potrebbe chiedergli un documento. È uno smartphone, lo stesso che usa per i compiti e per chattare con gli amici. Le forme più diffuse tra i minorenni sono le scommesse sportive online, il gratta e vinci digitale, le slot machine virtuali e il poker online, spesso raggiunti tramite account presi in prestito da un maggiorenne, piattaforme con licenze estere che non chiedono documenti, reti VPN o metodi di pagamento alternativi come le carte prepagate.

C’è poi una zona grigia che rende tutto più confuso: molti videogiochi molto diffusi tra i ragazzi, anche quelli apparentemente innocui, includono da anni meccaniche di acquisto a esito incerto, le cosiddette casse premio o loot box: si paga per aprire una scatola virtuale sperando in un oggetto raro, esattamente la stessa struttura psicologica di una slot machine. Il legislatore italiano lo ha notato: nelle nuove linee guida ministeriali per l’educazione civica, entrate in vigore con l’anno scolastico 2024/2025, gaming e gioco d’azzardo compaiono esplicitamente insieme, nello stesso obiettivo di contrasto alle dipendenze. È un segnale importante, perché conferma che il confine tra “gioco” e “azzardo” che i nostri figli attraversano ogni giorno sui loro dispositivi non è una tua impressione, ma un fenomeno riconosciuto anche a livello normativo.

Cosa dice la legge sul ruolo della scuola

Dal settembre 2024 esiste, per la prima volta, un riferimento esplicito al gioco d’azzardo nelle linee guida nazionali dell’educazione civica, la materia trasversale obbligatoria in tutte le scuole italiane. Tra gli obiettivi di apprendimento figura il contrasto alle dipendenze da droghe, fumo, alcol, doping, uso patologico del web, gaming e gioco d’azzardo, accanto alla promozione dell’educazione finanziaria. In teoria, quindi, ogni scuola italiana dovrebbe già trattare l’argomento nel proprio curricolo di educazione civica.

Sul fronte della formazione degli insegnanti, la novità più recente è il decreto legge 7 aprile 2025 numero 45, che ha stanziato un milione di euro, attinti dal Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, per percorsi di formazione rivolti ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, su riconoscimento precoce dei segnali di dipendenza, tecniche di intervento in classe e collaborazione con le famiglie e i servizi territoriali.

È una notizia positiva, ma va letta con onestà: si tratta del primo intervento realmente nazionale su questo fronte, finanziato per ora per un solo anno, con una dote che a livello di sistema scolastico italiano (più di 8mila istituti secondari) resta comunque modesta. Prima di questo decreto, e in gran parte ancora oggi, la formazione dei docenti sul gioco d’azzardo è passata quasi interamente da iniziative locali, promosse da singole ASL, Regioni o università, con una copertura del territorio estremamente disomogenea.

Nella pratica spetta ai singoli Consigli di Classe declinare questi obiettivi in progetti concreti. Questo significa che mentre alcune scuole hanno già attivato percorsi specifici sulle dipendenze digitali e l’azzardo, altre potrebbero averlo inserito sulla carta ma non ancora sviluppato pienamente in classe.

Cinque domande da fare alla scuola dei tuoi figli

Con queste informazioni, puoi presentarti a un colloquio con la dirigenza o durante un consiglio di classe con domande precise, invece che con una generica preoccupazione:

  • Il tema del gioco d’azzardo, incluso il confine con le meccaniche di acquisto nei videogiochi, è effettivamente trattato nel curricolum di educazione civica di quest’anno, come previsto dalle linee guida ministeriali?
  • I docenti hanno ricevuto una formazione specifica sul riconoscimento dei segnali di rischio, tramite i fondi ministeriali stanziati nel 2025 o tramite altre iniziative territoriali (ASL, Regione, università)?
  • La scuola ha un referente o un protocollo per segnalare situazioni di rischio ai servizi territoriali, come il SerD di zona?
  • La scuola collabora con progetti locali di prevenzione già attivi nel vostro territorio?
  • Sono previsti momenti di informazione rivolti anche ai genitori, non solo agli studenti?

I segnali da osservare a casa

Indipendentemente da cosa fa la scuola, restano alcuni segnali che, nelle testimonianze raccolte da chi lavora nella prevenzione, ricorrono con costanza: un cambiamento nell’umore o un isolamento crescente, richieste di denaro non giustificate o giustificate in modo vago, un uso del telefono improvvisamente più nervoso o segreto, notifiche da app sconosciute, un peggioramento del rendimento scolastico senza una causa apparente. Nessuno di questi segnali, da solo, è una prova. Insieme, e nel tempo, meritano attenzione e una conversazione diretta, non un interrogatorio.

La scuola non può, da sola, risolvere un fenomeno che nasce soprattutto fuori dalle sue mura, dentro uno smartphone che i ragazzi usano quasi sempre senza supervisione. Ma è uno dei pochi luoghi in cui tutti i minorenni, senza eccezione, passano gran parte delle loro giornate. Chiedere che faccia la sua parte, con domande precise e informate, è il primo passo che ogni genitore può fare subito.

Dove chiedere aiuto

  • Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo: 800 55 88 22 — gratuito, anonimo, per giocatori e familiari
  • Gam-Anon — gruppi di supporto per partner e familiari di giocatori
  • Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) — accesso gratuito e diretto, senza ricetta
  • Psicologi e psicoterapeuti specializzati in dipendenze e relazioni — per percorsi individuali e di coppia
  • Il nostro servisio di supporto gratuitor e online con Vinciamo il Gioco qui.

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