Il gaming come porta di ingresso al gioco d’azzardo

da | 27 Giugno 2025

Negli ultimi anni, la diffusione del gioco d’azzardo (gambling) tra gli adolescenti è diventata una questione centrale di salute pubblica e un campo emergente di ricerca. I giovani rappresentano infatti un gruppo particolarmente vulnerabile allo sviluppo di comportamenti problematici legati al gioco d’azzardo: tendono a sottostimarne i rischi e quindi faticano a chiedere aiuto e, come accade anche agli adulti, possono sperimentare conseguenze gravi. Tra queste: comportamenti criminali, insuccesso scolastico, difficoltà relazionali, abuso di sostanze, depressione e persino suicidio. Una delle porte di accesso al gambling è il gaming, ossia i videogiochi come già approfondito qui.

Quando il videogioco diventa una porta d’accesso al gambling

Nel 2023 il settore del gaming ha registrato un giro d’affari superiore ai 2,3 miliardi di euro (+5% rispetto al 2022 e +28% rispetto al 2019), collocando l’Italia tra i primi cinque mercati europei. I videogiocatori tra i 6 e i 64 anni sono 13 milioni (il 31% della popolazione), con un’età media di circa 30 anni. Nonostante un calo dell’8% dei giocatori occasionali, il numero di utenti abituali (9,5 milioni) è rimasto stabile.

In questo scenario, diventa sempre più labile il confine tra gaming e gambling. I modelli commerciali free-to-play e il social network gaming hanno introdotto nei videogiochi dinamiche simili a quelle del gioco d’azzardo. L’uso crescente di valute virtuali, loot box (scrigni virtuali contenenti oggetti utili nel gioco) e microtransazioni ha alimentato una zona grigia tra intrattenimento e scommessa. Alcuni videogiochi, infatti, permettono agli utenti di scommettere denaro reale o virtuale per ottenere vantaggi competitivi, stimolando comportamenti d’azzardo soprattutto nei più giovani.

Gli eSports e il “valore sociale” della vittoria

Anche gli eSports, i tornei di videogiochi competitivi, sono sempre più simili alle scommesse sportive tradizionali. Gli utenti possono scommettere sugli esiti delle competizioni, spesso con valute virtuali. In parallelo, l’acquisto di loot box offre vantaggi non solo tecnici ma anche sociali: indossare una “skin” rara o possedere un oggetto esclusivo può aumentare lo status sociale nei giochi multiplayer.

A questo si aggiunge un fenomeno opposto, la “gamification del gambling”, dove il gioco d’azzardo online prende in prestito elementi tipici dei videogiochi: grafica accattivante, livelli da sbloccare, sfide, missioni. Ne sono un esempio le slot machine online e i live casino, ormai del tutto simili ai videogiochi per dinamiche e coinvolgimento.

Scommettere virtualmente… ma con conseguenze reali

Anche le versioni “soft” del gioco d’azzardo, come i social casinò (che simulano casinò online senza puntate in denaro reale), possono avere effetti dannosi. Le ricompense virtuali sono comunque percepite come premi di valore, rinforzando i meccanismi psicologici legati alla dipendenza. Alcuni consentono perfino di usare la valuta virtuale del gioco per scommettere su eventi sportivi o su partite di eSports, con potenziali danni nella vita reale.

I dati dello studio HBSC: chi è più a rischio?

Per analizzare più a fondo il fenomeno, sono utili i dati emersi dallo studio Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) 2022, un’indagine promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in oltre 40 Paesi. In Italia, lo studio ha coinvolto adolescenti tra gli 11 e i 17 anni, ai quali è stato somministrato un questionario anonimo sulle abitudini di salute, il contesto sociale e il benessere. Dai dati emerge che:

  • I maschi sono più a rischio di sviluppare una dipendenza da gambling;
  • Il rischio aumenta con l’età, soprattutto in prossimità dei 18 anni, quando si avvicina la soglia legale per il gioco d’azzardo;
  • Un reddito familiare basso è un fattore associato a una maggiore vulnerabilità, più che un reddito alto.

In particolare, gli adolescenti con un reddito medio sembrano meno propensi a sviluppare comportamenti problematici rispetto a quelli con basso reddito. Questo suggerisce che la disuguaglianza socioeconomica possa influenzare negativamente la salute mentale dei ragazzi, rendendoli più esposti al rischio di sviluppare dipendenze.

Ma il gaming conduce davvero al gambling?

Gaming e gambling possono rispondere a bisogni emotivi simili – eccitazione, evasione, rilassamento – inoltre, il gaming può alimentare false credenze di controllo: nei videogiochi l’abilità è spesso determinante, mentre nel gambling domina il caso. Dunque, chi ha esperienza nel gaming potrebbe erroneamente pensare di poter “vincere” anche nel gioco d’azzardo, sviluppando un’illusione di controllo che può condurre a decisioni rischiose. L’intersezione tra gaming e gambling rappresenta dunque un’area critica per la salute mentale degli adolescenti.

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