Estate. Scuola chiusa. Schermi aperti. Tempo da riempire giugno si chiudono i libri. Il rischio per gli studenti e le studentesse è reale, come ci dice una delle più importanti ricerche a riguardo: ESPAD Italia.
Perché l’estate è una stagione ad alto rischio
Tempo libero non strutturato
Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare. Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.
Il cervello adolescente è biologicamente più vulnerabile
Non è una questione di carattere o di educazione ricevuta. È neurobiologia. Il cervello degli adolescenti ha un sistema dopaminergico ipersensibile alle ricompense e circuiti di controllo inibitorio ancora immaturi. In termini pratici: i ragazzi cercano emozioni forti, sottovalutano i rischi e fanno fatica a fermarsi una volta partiti. Il gioco d’azzardo è progettato per sfruttare esattamente questo meccanismo.
I videogiochi come porta d’ingresso
Gaming, loot box, gacha game rappresentano una linea di continuità con l’azzardo. Basti pensare che gli adolescenti che spendono più di 5 euro al mese in loot box (i pacchetti premio casuali acquistabili nei videogiochi) hanno probabilità quasi cinque volte superiori di sviluppare comportamenti di gioco d’azzardo problematico rispetto ai coetanei che non le usano. Le loot box non sono un gioco innocente. Usano lo stesso meccanismo psicologico delle slot machine — ricompensa casuale, suspense, possibilità di “vincere qualcosa di raro” e lo infilano dentro prodotti che i ragazzi usano ogni giorno, spesso con il benestare inconsapevole dei genitori. In estate, con più tempo davanti agli schermi, questa esposizione aumenta.
Il gruppo dei pari come acceleratore
Il gioco d’azzardo tra coetanei viene spesso vissuto come rito di appartenenza: si scommette insieme sulle partite, ci si sfida a poker online, ci si passa il link di un casinò virtuale. Inoltre da sempre i dati ci dicono che avere amici o parenti che azzardano è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di comportamenti problematici nei più giovani.
I segnali a cui prestare attenzione
La dipendenza da gioco d’azzardo nei ragazzi raramente si annuncia con fanfare. Arriva silenziosa. Ecco cosa osservare:
- Richieste di denaro frequenti e ingiustificate spesso con scuse vaghe
- Mancanza di soldi poco dopo averne ricevuti, senza che ci sia niente da comprare
- Secchezza o irritabilità quando non può usare lo smartphone o il computer
- Interesse crescente per le scommesse sportive, anche solo come argomento di conversazione
- Acquisti in-game frequenti o lamentele per non poterli fare
- Segreto eccessivo su cosa fa online, paura di essere visto mentre usa certi siti o app
- Cambiamenti di umore legati a vincite o perdite, passando da euforia improvvisa ad abbattimento inaspettato
Nessuno di questi segnali da solo è una certezza. Ma più si sommano, più vale la pena aprire una conversazione.
Cosa possono fare i genitori: consigli pratici
Parla prima che succeda e fallo senza drammi
“Sai come funzionano le loot box?” o “Ti è mai capitato di sentire parlare di scommesse tra i tuoi amici?” sono domande che aprono una conversazione senza mettere il ragazzo sulla difensiva. L’obiettivo non è spaventare, ma è dsre strumenti per riconoscere i meccanismi manipolativi del gioco d’azzardo prima che li senta sulla propria pelle.
Qui il nostro podcast con consigli pratici su come affrontare i fattori di rischio.
Monitora le spese digitali, non solo quelle fisiche
Tieni d’occhio le notifiche di pagamento legate all’account di gioco, parla di educazione finanziaria in modo concreto: il denaro virtuale è denaro reale.
Struttura il tempo libero senza soffocarlo
I ragazzi non hanno bisogno che ogni ora venga pianificata. Ma un’estate completamente vuota è più rischiosa di una parzialmente organizzata. Sport, lavoretti, volontariato, camp estivi, attività creative: non come controllo, ma come alternativa reale alla noia.
Non normalizzare mai il gioco in famiglia
Se noti qualcosa: non aspettare
Se hai il sospetto che tuo figlio abbia già un problema con il gioco d’azzardo, non minimizzare e non affrontarlo da soli. Prima si interviene, più alta è la probabilità di risolverlo prima che si radichi.
- Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo: 800 55 88 22 — gratuito, anonimo, per giocatori e familiari
- Gam-Anon — gruppi di supporto per partner e familiari di giocatori
- Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) — accesso gratuito e diretto, senza ricetta
- Psicologi e psicoterapeuti specializzati in dipendenze e relazioni — per percorsi individuali e di coppia
- Il nostro servizio di supporto gratuito e online con Vinciamo il Gioco qui.

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