Il gioco d’azzardo è entrato stabilmente nelle abitudini degli adolescenti italiani. Fra loro potrebbero esserci i tuoi figli, nipoti o studenti. Seppure con dinamiche diverse per genere, età e territorio, si tratta ormai di pratiche che si stanno sempre più normalizzando. Basti pensare che il 62% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha giocato almeno una volta nella vita. Più in generale: un minore su quattro ha avuto esperienze di gambling, nonostante il divieto. L’azzardo infatti è illegale per i minorenni.
Il ruolo che ‘gioca’ la famiglia
Un ruolo importante lo ‘gioca’ il contesto familiare. I numeri infatti indicano che gli studenti con profili più fragili percepiscono meno sostegno affettivo e minore supervisione da parte dei genitori; per esempio solo il 46% di loro dichiara che i genitori sanno quasi sempre con chi trascorrono la serata, contro il 57% dei coetanei non a rischio. Analogamente, la quota di chi si sente “quasi sempre” supportato affettivamente scende al 42%, rispetto al 48% dei non giocatori.
I numeri più recenti dell’incidenza dell’azzarìdo nella vita dei giovani arrivano da tre fonti ufficiali: ISS, ESPAD (CNR) e Nomisma. Nel complesso rilevano una prevalenza stabile di pratiche di azzardo tra i 14 e i 19 anni che si assesta per il 2024 intorno al 25%. Sono meno i giovani che azzardano rispetto al 2018, ma purtroppo sono aumentati i profili problematici.
Cosa ci dicono i numeri
Il problema rimane ancora più legato al genere maschile, in cui la problematicità arriva al 6% della popolazione studentesca minorenne, mentre il rischio sale al 10%. Tuttavia, la distanza tra i generi si è ridotta: dal 2017 al 2024 la quota di ragazze che dichiarano di aver giocato è cresciuta di oltre venti punti percentuali.
L’età di chi gioca
Un altro dato significativo è che l’azzardo diventa progressivamente più comune con l’aumentare dell’età. Ovviamente per la maggior parte è online: se nel 2017 era praticato dal 21% degli studenti fra i 14 e i 17 anni, nel 2024 la percentuale raddoppia al 42%. Inoltre il 60% dei giovani ha utilizzato un profilo personale, il 32% credenziali di amici o conoscenti maggiorenni e il 18% quelle dei genitori.
Il gioco fisico
Il gioco fisico però non scompare: il 59% dei ragazzi sotto i 18 anni dichiara di aver già avuto esperienze di azzardo fuori dal web. Nonostante infatti sia vietato ai minori, gli studenti si recano a giocare in tutti i luoghi di gioco terrestri senza troppi problemi, in prevalenza bar tabacchi (43,8%) e sale scommesse (40,6%). L’80% dei ragazzi non viene controllato dai gestori dei punti gioco che invece hanno l’obbligo di vietare l’acquisto di azzardo ai minori. Interessante anche il dato sull’accessibilità: il 26% degli studenti conosce un luogo per giocare entro cinque minuti a piedi da casa, il 20% a distanza analoga dalla scuola.
Comportamenti a rischio
L’11% degli studenti mostra comportamenti compatibili con un coinvolgimento significativo, di cui il 6,3% rientra nella categoria “a rischio” e il 4,8% in quella “problematico”. Inoltre l’azzardo non appare isolato, ma collegato ad altri comportamenti. Tra chi ha giocato nel 2024, l’82% ha consumato alcol (contro il 65% dei non giocatori), il 35% ha praticato binge drinking, il 25% ha fumato e il 31% ha fatto uso di sostanze psicoattive illegali. Inoltre gli studenti con profili a rischio o problematici riportano più spesso anche esperienze di risse, piccoli furti o contatti con le forze dell’ordine.
Il ruolo della famiglia
I genitori esercitano una grande influenza nel prevenire il gioco d’azzardo tra adolescenti. Dialoghi aperti e non giudicanti aiutano i minori a riconoscere i pericoli delle scommesse online, riducendo di molto la probabilità che nascondano abitudini rischiose, specie se i familiari non giocano. Al contrario se già i genitori giocano, anche in modo occasionale, questo aumenta la probabilità di pratica nei figli di 2-5 volte.
Ovviamente monitorare l’uso di smartphone e PC, promuovendo sport, hobby e attività extrascolastiche, crea resilienza contro l’isolamento che può favorire l’azzardo. Inoltre coinvolgere la scuola e specialisti amplifica questi sforzi: programmi congiunti educano su meccanismi psicologici come la dopamina rilasciata dalle vincite virtuali. La comunicazione empatica previene l’escalation verso la compulsività, con evidenze che relazioni familiari stabili diminuiscono parecchio i rischi rispetto a contesti conflittuali.
Per prima cosa: occhio ai videogiochi
I minorenni iniziano spesso con “giochi ibridi” come loot box, evolvendo verso scommesse reali; i neo-maggiorenni mostrano pattern simili, amplificati da modelli familiari. Senza intervento precoce, questa esposizione porta a dipendenze compulsive, con impatti su salute mentale e finanze. Sappiamo infatti che c’è uno stretto legame tra gaming e gambling, anche perché l’industria dei videogiochi è sempre all’avanguardia nel trasfomare giochi in azzardi. Uno degli esempi più clamorosi sono i gacha games.
Un altro legame è dato dal trading online che è sempre più attraente per i giovani, ma anche da alcune meccaniche dei social network. Piattaforme come TikTok e Instagram ospitano promo di scommesse sportive da influencer, mentre algoritmi personalizzati amplificano contenuti rischiosi, confondendo intrattenimento e azzardo.
Consigli pratici per genitori
Per prevenire l’azzardo nei giovani sono importanti:
- Dialogo quotidiano: chiedete dei giochi online senza accusare, magari condividendo storie reali di dipendenza.
- Controlli parentali: Limitate app di scommesse e monitorate evetuali transazioni finanziarie.
- Appena avete il sospetto che qualcosa non va, consultate subito gli esperti: numero verde 800 558 822. Ci siamo anche noi con il gruppo di sostegno gratuito qui.
Prevenire l’azzardo nei giovani richiede vigilanza familiare proattiva, costante e non giudicante. È difficile, ma non siete da soli.
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