Adolescenti e azzardo: il ruolo della famiglia

da | 6 Febbraio 2026

Il gioco d’azzardo è entrato stabilmente nelle abitudini degli adolescenti italiani. Fra loro potrebbero esserci i tuoi figli, nipoti o studenti. Seppure con dinamiche diverse per genere, età e territorio, si tratta ormai di pratiche che si stanno sempre più normalizzando. Basti pensare che il 62% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha giocato almeno una volta nella vita. Più in generale: un minore su quattro ha avuto esperienze di gambling, nonostante il divieto. L’azzardo infatti è illegale per i minorenni.

Il ruolo che ‘gioca’ la famiglia

Un ruolo importante lo ‘gioca’ il contesto familiare. I numeri infatti indicano che gli studenti con profili più fragili percepiscono meno sostegno affettivo e minore supervisione da parte dei genitori; per esempio solo il 46% di loro dichiara che i genitori sanno quasi sempre con chi trascorrono la serata, contro il 57% dei coetanei non a rischio. Analogamente, la quota di chi si sente “quasi sempre” supportato affettivamente scende al 42%, rispetto al 48% dei non giocatori.

I numeri più recenti dell’incidenza dell’azzarìdo nella vita dei giovani arrivano da tre fonti ufficiali: ISS, ESPAD (CNR) e Nomisma. Nel complesso rilevano una prevalenza stabile di pratiche di azzardo tra i 14 e i 19 anni che si assesta per il 2024 intorno al 25%. Sono meno i giovani che azzardano rispetto al 2018, ma purtroppo sono aumentati i profili problematici.

Cosa ci dicono i numeri

Il problema rimane ancora più legato al genere maschile, in cui la problematicità arriva al 6% della popolazione studentesca minorenne, mentre il rischio sale al 10%. Tuttavia, la distanza tra i generi si è ridotta: dal 2017 al 2024 la quota di ragazze che dichiarano di aver giocato è cresciuta di oltre venti punti percentuali. 

L’età di chi gioca

Un altro dato significativo è che l’azzardo diventa progressivamente più comune con l’aumentare dell’età. Ovviamente per la maggior parte è online: se nel 2017 era praticato dal 21% degli studenti fra i 14 e i 17 anni, nel 2024 la percentuale raddoppia al 42%. Inoltre il 60% dei giovani ha utilizzato un profilo personale, il 32% credenziali di amici o conoscenti maggiorenni e il 18% quelle dei genitori.

Il gioco fisico

Il gioco fisico però non scompare: il 59% dei ragazzi sotto i 18 anni dichiara di aver già avuto esperienze di azzardo fuori dal web. Nonostante infatti sia vietato ai minori, gli studenti si recano a giocare in tutti i luoghi di gioco terrestri senza troppi problemi, in prevalenza bar tabacchi (43,8%) e sale scommesse (40,6%). L’80% dei ragazzi non viene controllato dai gestori dei punti gioco che invece hanno l’obbligo di vietare l’acquisto di azzardo ai minori. Interessante anche il dato sull’accessibilità: il 26% degli studenti conosce un luogo per giocare entro cinque minuti a piedi da casa, il 20% a distanza analoga dalla scuola.

Comportamenti a rischio

L’11% degli studenti mostra comportamenti compatibili con un coinvolgimento significativo, di cui il 6,3% rientra nella categoria “a rischio” e il 4,8% in quella “problematico”. Inoltre l’azzardo non appare isolato, ma collegato ad altri comportamenti. Tra chi ha giocato nel 2024, l’82% ha consumato alcol (contro il 65% dei non giocatori), il 35% ha praticato binge drinking, il 25% ha fumato e il 31% ha fatto uso di sostanze psicoattive illegali. Inoltre gli studenti con profili a rischio o problematici riportano più spesso anche esperienze di risse, piccoli furti o contatti con le forze dell’ordine.

Il ruolo della famiglia

I genitori esercitano una grande influenza nel prevenire il gioco d’azzardo tra adolescenti. Dialoghi aperti e non giudicanti aiutano i minori a riconoscere i pericoli delle scommesse online, riducendo di molto la probabilità che nascondano abitudini rischiose, specie se i familiari non giocano. Al contrario se già i genitori giocano, anche in modo occasionale, questo aumenta la probabilità di pratica nei figli di 2-5 volte. 

Ovviamente monitorare l’uso di smartphone e PC, promuovendo sport, hobby e attività extrascolastiche, crea resilienza contro l’isolamento che può favorire l’azzardo.​ Inoltre coinvolgere la scuola e specialisti amplifica questi sforzi: programmi congiunti educano su meccanismi psicologici come la dopamina rilasciata dalle vincite virtuali. La comunicazione empatica previene l’escalation verso la compulsività, con evidenze che relazioni familiari stabili diminuiscono parecchio i rischi rispetto a contesti conflittuali.​

Per prima cosa: occhio ai videogiochi 

I minorenni iniziano spesso con “giochi ibridi” come loot box, evolvendo verso scommesse reali; i neo-maggiorenni mostrano pattern simili, amplificati da modelli familiari. Senza intervento precoce, questa esposizione porta a dipendenze compulsive, con impatti su salute mentale e finanze.​ Sappiamo infatti che c’è uno stretto legame tra gaming e gambling, anche perché l’industria dei videogiochi è sempre all’avanguardia nel trasfomare giochi in azzardi. Uno degli esempi più clamorosi sono i gacha games.

Un altro legame è dato dal trading online che è sempre più attraente per i giovani, ma anche da alcune meccaniche dei social network. Piattaforme come TikTok e Instagram ospitano promo di scommesse sportive da influencer, mentre algoritmi personalizzati amplificano contenuti rischiosi, confondendo intrattenimento e azzardo.​

Consigli pratici per genitori 

Per prevenire l’azzardo nei giovani sono importanti:

  • Dialogo quotidiano: chiedete dei giochi online senza accusare, magari condividendo storie reali di dipendenza.
  • Controlli parentali: Limitate app di scommesse e monitorate evetuali transazioni finanziarie.
  • Appena avete il sospetto che qualcosa non va, consultate subito gli esperti: numero verde 800 558 822. Ci siamo anche noi con il gruppo di sostegno gratuito qui.

Prevenire l’azzardo nei giovani richiede vigilanza familiare proattiva, costante e non giudicante. È difficile, ma non siete da soli. 

Se questo articolo ti è stato utile, condividilo con chi potrebbe averne bisogno. La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento.

0 commenti

Invia un commento

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Giornata Internazionale delle Famiglie: quando l’azzardo entra in casa

Il 15 maggio si celebra la Giornata Internazionale delle Famiglie, istituita dall’ONU per riflettere sul valore del nucleo familiare come pilastro della società. Quest’anno vogliamo dedicarla a una realtà che troppo spesso rimane nell’ombra: quello che succede alle famiglie quando il disturbo da gioco d’azzardo entra in casa.

storie di gioco

Lavoro e azzardo non vanno d’accordo. La storia di Filippo

La dipendenza dal gioco d’azzardo non si riconosce facilmente, ma lascia alcune tracce che vale la pena imparare a riconoscere: assenze dal lavoro sempre più frequenti, cambiamenti nell’umore legati a orari o giorni precisi, richieste di prestiti ripetute, senza spiegazioni convincenti, isolamento crescente, nervosismo quando viene chiesto dove si è stati

“L’unico vizio che ho” La storia di Lorenzo, giocatore d’azzardo

Lorenzo ha 59 anni. Vive nella sua città natale, nel Sud Italia, nella stessa casa in cui è cresciuto. È l’unica cosa che gli è rimasta. In trent’anni di azzardo ha perso il lavoro, i risparmi, gli amici, e infine la sua famiglia. Sua moglie ha chiesto il divorzio. I due figli non gli rivolgono la parola. Percepisce una pensione di invalidità per disturbo da gioco d’azzardo e depressione. È dipendente anche dagli ansiolitici. Va e viene dai Ser.D. senza riuscire ancora a fare il passo definitivo verso la guarigione. Eppure ha voluto raccontarsi. Perché la sua storia, dice, possa servire a qualcun altro

Azzardo Live

i nostri esperti

Compagni di gioco

Cambio Gioco 2026: Giocare d’anticipo contro l’azzardo

Si è conclusa la quarta edizione di Cambio Gioco, la settimana di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico organizzata dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS 6 Euganea e finanziata dal Ministero della Salute. Dal 9 al 13 marzo 2026, Padova è stata il centro di un’iniziativa che ha coinvolto — in presenza e online — 16.700 partecipanti, distribuiti in 12 appuntamenti e accompagnati da 26 relatori tra i più autorevoli in Italia sui temi delle dipendenze, della salute mentale e dell’educazione. Se questo è un gioco, è media partner dell’iniziativa: seguiamo Cambio Gioco perché ne condividiamo la missione — portare informazione seria, accessibile e concreta a chiunque voglia capire cosa sia davvero il gioco d’azzardo patologico e come proteggersi.

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.