Chi ha un problema con il gioco d’azzardo, spesso ha anche un problema con sostanze o altri comportamenti additivi. Non è un caso, non è debolezza di carattere, non è mancanza di volontà. È la natura profonda delle dipendenze: tendono a presentarsi insieme, a intrecciarsi, a sostenersi a vicenda. E quando questo succede, si parla di polidipendenza.
Questo articolo è per chi sta cercando di capire cosa sta succedendo davvero a qualcuno che ama.
Cosa sono le polidipendenze
Il termine polidipendenza indica la presenza contemporanea di due o più disturbi da dipendenza nella stessa persona. Possono essere tutte dipendenze da sostanze (come alcol o cocaina) oppure una combinazione di dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali, come il disturbo da gioco d’azzardo, oppure più dipendenze comportamentali.
La pratica clinica degli ultmi anni e la ricerca ad essa connessa ci dicono che ormai questo è il panorma più frequente che i professionisti della cura incontrano.
Perché gioco d’azzardo e altre dipendenze si trovano così spesso insieme
La risposta sta nella neurobiologia. Gioco d’azzardo, alcol, cocaina, oppioidi: dipendenze apparentemente diverse condividono la stessa radice cerebrale. Tutte agiscono sul sistema della ricompensa, ossia il circuito dopaminergico che regola il piacere, la motivazione e la ricerca di stimoli, e tutte lo alterano nello stesso modo.
Inoltre un cervello reso vulnerabile dall’esposizione cronica a una sostanza o a un comportamento compulsivo diventa più permeabile ad altri. La prima dipendenza abbassa le barriere per le successive. A questo si aggiungono fattori psicologici: impulsività elevata, difficoltà di regolazione emotiva, tendenza a usare comportamenti o sostanze come coping cioè come strategia per gestire stress, dolore, noia, ansia. Chi gioca per “staccare la testa” è lo stesso tipo di persona che può bere per lo stesso motivo.
Il ruolo dell’alcol: una correlazione particolarmente stretta
Tra tutte le sostanze, l’alcol è quella più frequentemente associata al disturbo da gioco d’azzardo. I due si alimentano a vicenda in modo quasi meccanico: l’alcol abbassa le inibizioni e amplifica l’impulsività, rendendo più facile puntare cifre alte e ignorare le perdite. L’azzardo, a sua volta, si svolge spesso in contesti dove l’alcol è presente e socialmente incoraggiato (bar, sale scommesse).
Le “nuove” dipendenze comportamentali
Accanto all’alcol e alle droghe, il panorama delle polidipendenze si è allargato negli ultimi anni per includere dipendenze comportamentali emergenti: gaming compulsivo, dipendenza da internet, shopping compulsivo, dipendenza da cibo. Uno studio spagnolo su pazienti in cura per disturbo da gioco d’azzardo ha rilevato che oltre la metà presentava comportamenti compulsivi legati ad acquisti, uso di internet o videogiochi, oltre al problema principale con l’azzardo.
Perché oggi le polidipendenze sono più diffuse che in passato
Non è solo una questione di diagnosi più accurate o di maggiore consapevolezza. Il fenomeno è realmente cresciuto, e ci sono ragioni strutturali.
L’iperaccesso alle dipendenze. Oggi non serve uscire di casa per giocare d’azzardo, comprare alcol, usare sostanze o stare ore davanti a uno schermo. Tutto è disponibile, ovunque, 24 ore su 24 sugli schermi o con il delivery. La facilità di accesso abbassa le soglie di resistenza e accelera lo sviluppo della dipendenza.
Lo stress cronico come terreno fertile. Precarietà economica, isolamento sociale, crisi d’identità: questi fattori aumentano la vulnerabilità alle dipendenze in generale. Chi cerca sollievo tende a cercare tutto il sollievo disponibile e spesso ne trova di più tipi.
La normalizzazione. Il gioco d’azzardo è pubblicizzato ovunque. L’alcol è parte integrante della socialità. Il gaming è uno dei passatempi più diffusi al mondo. In un contesto in cui questi comportamenti sono costantemente presenti e socialmente accettati, la soglia di attenzione si abbassa sia per chi ne fa uso sia per chi sta vicino.
Il digitale come moltiplicatore. Le piattaforme digitali sono progettate per creare abitudine e dipendenza. La stessa logica di rinforzo intermittente che governa le slot machine governa i social media, i videogiochi con microtransazioni, certe app.
Come si trattano le polidipendenze
La ricerca è chiara: le dipendenze non trattate rimangono come potenziali trigger di ricaduta per quella in cura. Chi smette di giocare ma continua a bere ha molte più probabilità di ricominciare a giocare. Il trattamento efficace delle polidipendenze richiede un approccio integrato e multidisciplinare: valutazione completa di tutte le dipendenze presenti, percorso terapeutico che le affronti simultaneamente o in sequenza coordinata, supporto psicologico individuale e di gruppo, e dove necessario intervento farmacologico mirato.
I Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) delle ASL offrono questo tipo di approccio: équipe composte da medici, psicologi, assistenti sociali ed educatori con esperienza sia nelle dipendenze da sostanze sia in quelle comportamentali. L’accesso è gratuito, diretto, senza bisogno di ricetta.
Dove chiedere aiuto
- Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo: 800 55 88 22 — gratuito, anonimo, per giocatori e familiari
- Gam-Anon — gruppi di supporto per partner e familiari di giocatori
- Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) — accesso gratuito e diretto, senza ricetta
- Psicologi e psicoterapeuti specializzati in dipendenze e relazioni — per percorsi individuali e di coppia
Il nostro servizio di supporto gratuito e online con Vinciamo il Gioco qui.

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