‘Cambio gioco’ per prevenire il gioco d’azzardo patologico

da | 19 Aprile 2024

Giochiamo a essere umani. Questo il titolo della seconda edizione della settimana della prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d’azzardo patologico: Cambio Gioco. La serie di incontri di informazione e di sensibilizzazione si è svolta a Padova dall’11 al 15 marzo 2024 e, anche quest’anno, Se questo è un gioco desidera condividere gli utili contenuti emersi. Molti dei professionisti intervenuti fanno parte del pool di esperti che danno il loro contributo al nostro progetto.

locandina di Cambio Gioco la settimana di prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d'azzardo patologico

Cambio Gioco è un evento di rilevanza nazionale che si rivolge a ragazzi, adulti, professionisti dell’educazione e della salute. Gli ospiti che hanno arricchito il palinsesto sono un’ottima bussola per orientarsi nel mondo, sempre più vario e allarmante, delle dipendenze comportamentali e del gioco d’azzardo patologico. I temi toccati vanno dai rischi della rete all’educazione finanziaria, dalle neuroscienze all’educazione digitale di giovani e adulti approfonditi da professionisti come Umberto Galimberti, Sabrina Molinaro, Alberto Pellai, Maurizio Fiasco, Anna Franceschini e Marco Gui.

Tutti gli interventi sono disponibili sui canali di comunicazione di Cambio Gioco e restano un’utile guida per chiunque desideri essere un cittadino consapevole.

Arianna Camporese è l'ideatrice della settimana della prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d'azzardo patologico che si intitola Cambio Gioco

Arianna Camporese

Cambio Gioco la settimana della prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d’azzardo patologico è promosso e organizzato da ULSS6 Euganea su idea della dott.ssa Ariana Camporese Dirigente Medico Psichiatra U.O.C. Ser.D. Alta e Bassa Padovana. «Cambio Gioco desidera mostrare ai cittadini che i Ser.D (i Servizi per le Dipendenze) non solo luoghi dove si curano quelli che un tempo venivano chiamati “i tossici”, bensì sono luoghi che oltre la cura, producono anche benessere e cultura, in forza della loro capacità di fare informazione». D’altronde le dipendenze comportamentali, fra cui il gioco d’azzardo patologico, sono un problema di salute pubblica e i Ser.D sono uno dei luoghi deputati alla sua gestione.

Inoltre «normalmente nell’ambito della sanità sono le persone che arrivano per chiedere un aiuto. Con Cambio Gioco vogliamo cambiare il punto di vista» continua la dott.ssa Camporese «siamo noi operatori sanitari che usciamo sul territorio. Infine Cambio Gioco ha il grande pregio di condividere riflessioni e di permettere l’incontro fra diverse generazioni, favorendo così la creazione e il consolidamento di una rete territoriale».

L’intuizione di una settimana della prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d’azzardo patologico ha avuto un ottimo riscontro, facendo registrare il triplo delle presenze, rispetto all’anno scorso, e coinvolgendo 250 studenti di 10 scuole superiori del territorio padovano.

«Cambio Gioco vuole essere un contributo di investimento per la salute pubblica che online rimane vivo e disponibile tutto l’anno».

0 commenti

Invia un commento

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

storie di gioco

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Lavoro e azzardo non vanno d’accordo. La storia di Filippo

La dipendenza dal gioco d’azzardo non si riconosce facilmente, ma lascia alcune tracce che vale la pena imparare a riconoscere: assenze dal lavoro sempre più frequenti, cambiamenti nell’umore legati a orari o giorni precisi, richieste di prestiti ripetute, senza spiegazioni convincenti, isolamento crescente, nervosismo quando viene chiesto dove si è stati

Azzardo Live

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

i nostri esperti

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

Compagni di gioco

Cambio Gioco 2026: Giocare d’anticipo contro l’azzardo

Si è conclusa la quarta edizione di Cambio Gioco, la settimana di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico organizzata dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS 6 Euganea e finanziata dal Ministero della Salute. Dal 9 al 13 marzo 2026, Padova è stata il centro di un’iniziativa che ha coinvolto — in presenza e online — 16.700 partecipanti, distribuiti in 12 appuntamenti e accompagnati da 26 relatori tra i più autorevoli in Italia sui temi delle dipendenze, della salute mentale e dell’educazione. Se questo è un gioco, è media partner dell’iniziativa: seguiamo Cambio Gioco perché ne condividiamo la missione — portare informazione seria, accessibile e concreta a chiunque voglia capire cosa sia davvero il gioco d’azzardo patologico e come proteggersi.

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.