Donne e azzardo. Un problema di genere. Intervista ad Anna Franceschini

da | 1 Dicembre 2023

Come per tutte le dipendenze, anche per quella da gioco azzardo ci sono sostanziali differenze tra uomini
e donne. Esiste dunque una differenza di genere anche in questo ambito. Le motivazioni che spingono una donna a giocare d’azzardo e ad ammalarsi di Disturbo da Gioco d’Azzardo sono, infatti, diverse rispetto
a quelle che inducono gli uomini ad approcciarsi al gioco. Sono perciò differenti anche le conseguenze che il gioco femminile comporta e dovrebberlo essere pure le modalità di cure.

anna franceschiniLo sa molto bene Anna Franceschini psichiatra
e psicoterapeuta, 
esperta nella presa in carico
di persone affetta da Disturbo da Gioco d’Azzardo
o gioco d’azzardo patologico (non chiamatela ludopatia) con particolare attenzione alle giocatrici con addiction da gambling.

Perché le donne giocano d’azzardo?

Generalmente le donne giocano d’azzardo per placare stati di ansia e/o di depressione. Dunque trovano
nel gioco una via di fuga, in modo da estraniarsi dai problemi della vita. Perciò, a differenza degli uomini,
non amano i giochi competitivi e cercano meno eccitazione e sfida.

Come mai esiste questa differenza di genere?

Da un punto di vista biologico, le femmine sono più portate, rispetto ai maschi, a soffrire di ansia e di depressione a causa della differente influenza ormonale. Oltre a questo aspetto, c’è anche un fattore
socio-culturale, di genere, dovuto alle pressioni sociali e ai diversi ruoli che donne uomini spesso sono costrette ad assumere.

Quali tipi di giochi preferiscono le donne?

Le donne preferiscono giocare alle slot-machine oppure al gratta e vinci, ma anche a giochi online in cui possono trovare una sorta di straniamento dal mondo. Le donne di una certa età che sono la maggioranza delle giocatrici preferiscono ancora il bingo, soprattutto in presenza così da socializzare con le altre giocatrici. Il tipo di gioco che amano meno sono le scommesse. Le donne inoltre sono presenti online in numero minore rispetto agli uomini, tanto che una parte dell’industria del gioco sta promuovendo prodotti di azzardo online destinati in modo specifico alle ragazze!

donne e azzardo

Perché l’età media delle giocatrici d’azzardo è più alta rispetto a quella maschile?

Perché online, dove ci sono le ragazze, i giochi, come dicevamo, non sono adatti a loro e poi perché, essendo l’azzardo principalmente una fuga dai problemi della vita, l’identikit della giocatrice tipo, pur difficile
da realizzare, mostra una donna adulta.
Generalmente tuttavia si tratta di una donna con problemi familiari
o vulnerabilità sociale ed economica che spesso – come succede anche per altri tipi di dipendenza – ha subito traumi; non di rado inoltre le giocatrici patologiche sono state vittime oppure sono vittime di violenze psicologiche e anche fisiche.

Perché le donne giocano meno degli uomini?

Il numero esatto di donne che giocano non lo conosciamo, in quanto la donna si vergogna più dell’uomo. Su di lei infatti ancora vige uno stigma sociale che la colpevolizza. C’è però anche un aspetto psicologico, insito nella natura femminile:
le donne, infatti, rispetto agli uomini, sono più attente ai comportamenti rischiosi, quindi si frenano di più di fronte ai limiti e hanno un maggior rispetto delle regole. Oggi tuttavia questo aspetto sta venendo meno, poiché ormai il gioco d’azzardo
è un comportamento sempre più normalizzato come il fumo e l’alcol, perciò la donna ha meno remore nel giocare.
Continua tuttavia a sentire
la vergogna sociale e il senso di colpa che la rendono restìa a chiedere aiuto; anche perché
di solito nella famiglia è proprio lei a prendersi cura degli altri. È perciò frequente accogliere donne che vengono da sole ai servizi per le dipendenze, spesso la famiglia non le sostiene, e talvolta le colpevolizza.

donne e gioco d'azzardo

Quale è la cura migliore per le donne con disturbo da gioco d’azzardo?

Gli interventi psico-terapeutici per le donne con gioco d’azzardo patologico, ma anche problematico, devono tenere conto di molti aspetti correlati fra loro che anzitutto riguardano la condizione familiare e sociale, insieme alla storia personale. Molti, infatti, sono i casi di donne vittime di violenza, presente o passata, psicologica o fisica. Sono spesso donne con alle spalle traumi affettivi. La presa in carico parte dunque dalla conoscenza della loro specifica realtà e punta sugli aspetti relazionali così da sanare le fragilità della singola donna e di quelle che sono tipiche della condizione femminile.

0 commenti

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

L’intelligenza artificiale non fa vincere

La notizia di tre studenti che avrebbero vinto quasi 50mila euro al Lotto con un algoritmo di intelligenza artificiale ha fatto il giro dei media italiani. Ma la matematica dei giochi casuali non cambia: nessuna AI può prevedere un’estrazione indipendente dalle precedenti. Questo articolo spiega perché, racconta cosa succede quando qualcuno ci prova davvero, e perché l’unico uso concreto dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’azzardo non aiuta chi gioca a vincere, ma aiuta l’industria a farlo continuare a giocare

Ricadute d’azzardo: come affrontarle

La prima ricaduta è il momento più temuto di ogni percorso di recupero dal gioco d’azzardo, sia da chi sta smettendo sia da chi gli sta vicino. Questo articolo spiega perché le ricadute fanno parte della fisiologia della guarigione dalle dipendenze, come distinguere un episodio isolato dal ritorno vero e proprio della dipendenza, e perché sia il panico sia la minimizzazione rischiano di peggiorare le cose. Con indicazioni pratiche su cosa fare, sia per chi gioca sia per chi gli è accanto

Le notifiche delle app di scommesse sono un gancio

Se chi amate dice di voler smettere ma ricade a ogni notifica del telefono, non è un problema di sola forza di volontà. Le notifiche push delle app di scommesse sono una tecnica di gamification studiata per riattivare il giocatore, e gli strumenti ufficiali di autoesclusione come il RUA non bastano da soli a fermarle. Questo articolo spiega perché, e cosa potete fare in modo concreto e condiviso, senza controllo né sfiducia, per togliere uno degli strumenti con cui la dipendenza si alimenta ogni giorno

storie di gioco

Cercavo un colpo di fortuna per salvare la bottega. Ho affondato tutto da solo

Sandro ha cinquantadue anni e gestisce la ferramenta che era di suo padre. Racconta come, di fronte alla crisi dell’attività, abbia iniziato a vedere in una macchinetta la possibile soluzione ai conti che non tornavano, fino a mescolare i debiti del negozio con quelli del gioco senza più riuscire a distinguerli. Una testimonianza su come l’azzardo si insinui proprio dove c’è già una fragilità economica, promettendo di risolvere esattamente il problema che finisce per aggravare

Andavo al bingo per la compagnia. Sono tornata a casa più sola di prima

Ornella ha settantun anni ed è rimasta vedova tre anni fa. Racconta come una sala bingo, nata come rimedio alla solitudine, sia diventata lentamente il centro della sua giornata, a scapito della pensione, delle medicine e delle vere amicizie di una vita. Una testimonianza su un volto della dipendenza spesso invisibile, quello delle donne anziane sole, e su come la vera compagnia sia arrivata solo dopo aver chiesto aiuto

Azzardo Live

L’intelligenza artificiale non fa vincere

La notizia di tre studenti che avrebbero vinto quasi 50mila euro al Lotto con un algoritmo di intelligenza artificiale ha fatto il giro dei media italiani. Ma la matematica dei giochi casuali non cambia: nessuna AI può prevedere un’estrazione indipendente dalle precedenti. Questo articolo spiega perché, racconta cosa succede quando qualcuno ci prova davvero, e perché l’unico uso concreto dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’azzardo non aiuta chi gioca a vincere, ma aiuta l’industria a farlo continuare a giocare

i nostri esperti

L’intelligenza artificiale non fa vincere

La notizia di tre studenti che avrebbero vinto quasi 50mila euro al Lotto con un algoritmo di intelligenza artificiale ha fatto il giro dei media italiani. Ma la matematica dei giochi casuali non cambia: nessuna AI può prevedere un’estrazione indipendente dalle precedenti. Questo articolo spiega perché, racconta cosa succede quando qualcuno ci prova davvero, e perché l’unico uso concreto dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’azzardo non aiuta chi gioca a vincere, ma aiuta l’industria a farlo continuare a giocare

Ricadute d’azzardo: come affrontarle

La prima ricaduta è il momento più temuto di ogni percorso di recupero dal gioco d’azzardo, sia da chi sta smettendo sia da chi gli sta vicino. Questo articolo spiega perché le ricadute fanno parte della fisiologia della guarigione dalle dipendenze, come distinguere un episodio isolato dal ritorno vero e proprio della dipendenza, e perché sia il panico sia la minimizzazione rischiano di peggiorare le cose. Con indicazioni pratiche su cosa fare, sia per chi gioca sia per chi gli è accanto

Compagni di gioco

Cambio Gioco 2026: Giocare d’anticipo contro l’azzardo

Si è conclusa la quarta edizione di Cambio Gioco, la settimana di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico organizzata dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS 6 Euganea e finanziata dal Ministero della Salute. Dal 9 al 13 marzo 2026, Padova è stata il centro di un’iniziativa che ha coinvolto — in presenza e online — 16.700 partecipanti, distribuiti in 12 appuntamenti e accompagnati da 26 relatori tra i più autorevoli in Italia sui temi delle dipendenze, della salute mentale e dell’educazione. Se questo è un gioco, è media partner dell’iniziativa: seguiamo Cambio Gioco perché ne condividiamo la missione — portare informazione seria, accessibile e concreta a chiunque voglia capire cosa sia davvero il gioco d’azzardo patologico e come proteggersi.

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.