Gioco d’azzardo 2024: nuovo record.

da | 4 Ottobre 2024

I dati sulla diffusione del gioco d’azzardo in Italia sono implacabili. Implacabilmente in crescita. Nel 2024 infatti ci sarà un nuovo record di raccolta, lo denunciano la Campagna Mettiamoci in gioco – di cui fanno parte anche Avviso Pubblico e Fondazione Adventum – e Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II. I dati sono stati resi noti dal sottosegretario all’Economia Federico Freni, in risposta a una interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei deputati.

Siamo stanchi nell’apprendere, ancora una volta, che l’azione politica ha sostanzialmente abdicato al proprio ruolo che è la tutela della salute dei cittadini. La risposta del Ministero dell’Economia, purtroppo, enfatizza i risultati relativi alla crescita di un mercato che, al contrario, sta contribuendo ad acuire una povertà sempre più diffusa. Quasi fosse un vanto vivere in un Paese nel quale, nel 2023, sono stati venduti più di 4.000 Gratta e Vinci al minuto, 24 ore su 24: se il trend dei volumi di denaro veicolati in giochi e scommesse venisse confermato, a fine 2024 i miliardi di euro giocati si attesterebbero attorno ai 160, con un incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente e con una cronica e abnorme sproporzione tra i soldi giocati e quelli che vanno all’erario. Non regge più la scusa accampata per anni che senza il gettito dei giochi non si chiudono i bilanci dello Stato: gli spazi per reperire le risorse ci sono eccome, ma da quanto si apprende dai media sul fisco il Governo predilige la mansuetudine tributaria alla giustizia fiscale. Da parroco a fianco dei poveri mi chiedo come questa classe politica, salvo alcune eccezioni, non si renda conto di essere complice della diffusione di un fenomeno così aggressivo da produrre gravi problemi personali e familiari per sempre più persone.
don Armando Zappolini, Campagna Mettiamoci in gioco

Numeri mai in crisi in una società in crisi

La raccolta riferita al periodo 1 gennaio – 31 luglio 2024, infatti, ammonta a ben 90 miliardi di euro. In proiezione, dunque, quest’anno si andrà molto sopra gli oltre 147 miliardi di euro raccolti lo scorso anno che già erano un record assoluto. Un fenomeno che non conosce crisi, ma che ne produce nelle vite di molte famiglie e che incide su tutti i cittadini. Davvero tutti, anche in chi non ha mai comprato un Gratta e Vinci o giocato a una slot machine. Basti pensare che nel 2023 l’ammontare dei soldi impegnati dagli Italiani per l’acquisto di beni di largo consumo (cibo, prodotti per l’igiene, ecc.) è stata di 134 miliardi di euro. Come abbiamo spiegato qui.

Lo Stato non ci guadagna

Mettiamoci in gioco e la Consulta Nazionale Antiusura non concordano sul fato che i 7 miliardi di euro che, a oggi, incasserebbe l’erario nel 2024 siano «una risorsa fondamentale per l’economia» come dichiarato dal sottosegretario all’Economia Federico Freni. Lo Stato infatti non dovrebbe fare cassa sui danni arrecati ai cittadini. Inoltre, è ormai dimostrato che i soldi spesi dagli Italiani nel gioco d’azzardo verrebbero quasi certamente impiegati per altri consumi – a cui viene applicata una tassazione più favorevole per l’erario – sicuramente meno dannosi per la salute individuale e pubblica e più utili per il benessere delle famiglie.

Economia e mafia

Non è neppure condivisibile l’affermazione del sottosegretario secondo cui la crescita costante del settore azzardo sia «attribuibile anche alla significativa emersione del gioco illegale che è stato assorbito dal circuito legale». Anche in questo caso è stato ampiamente dimostrato come l’aumento del gioco legale non intacchi anzi addirittura favorsca il gioco illegale.

Il settore dell’azzardo con il suo indotto è diventato un comparto che impatta in maniera rilevante sull’economia del Paese. Un’economia, però, che non genera benessere per le famiglie, ma sovraindebitamento, usura, povertà e dipendenze. Non genera benefici nemmeno per lo Stato che lo promuove, se si considerano le conseguenze sanitarie e le cure che deve sostenere per le persone affette da disturbo da gioco d’azzardo. Le scommesse non possono essere una leva di crescita erariale e di sviluppo per il Paese. L’anno che sta per chiudersi sta segnando l’ennesimo record di consumo di azzardo che farà aumentare il già altissimo numero di giovani e famiglie intrappolati nella dipendenza patologica da azzardo e nella povertà. Preoccupa la facilità dell’accesso a queste offerte da parte delle giovani generazioni che superano i divieti per i minorenni soprattutto nell’online. Stiamo assistendo a una sottovalutazione collettiva di un fenomeno drammatico e tuttavia pianificato da aziende e istituzioni, che vede le agenzie educative, sanitarie e del terzo settore inascoltate e quasi impotenti di fronte agli enormi interessi che ruotano intorno all’azzardo.
Luciano Gualzetti, presidente della Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II

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