Il posto della Mafia nella Filiera del Gioco d’Azzardo

da | 7 Dicembre 2022

Il gioco d’azzardo è un ambito particolarmente permeabile all’illegalità. Anzitutto perché l’azzardo legale è un paradosso, in quanto il gioco è vietato dal nostro Codice Penale, salvo deroghe decise dai governi che hanno il potere di inserire determinati giochi tra quelli autorizzati. Attualmente in Italia è assente una normativa organica sul gioco d’azzardo. Per regolamentarlo vengono inserite, di volta in volta, alcune norme nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), nelle leggi statali, nei regolamenti delle amministrazioni come l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nelle leggi regionali, nei regolamenti e nelle ordinanze comunali. 

I confini tra legale e illegale sono fluidi e il gambling è un settore in cui le realtà criminali si trovano particolarmente a loro agio

Un’ampia galassia in cui si intrecciano attività legali con azioni e inflitrazioni illegali in un percorso paradossale: più il comparto viene ampliato e aumentano i punti vendita, più le mafie trovano spiragli per inserirsi e opportunità per proliferare, esplorando differenti modalità di penetrazione e di conquista di un settore economicamente rilevante.

La Mafia è, insieme e al Banco e allo Stato, uno dei tre (unici) vincitori del gioco d’azzardo.

Dove incontro il mafioso

Come agisce la mafia all’interno della filiera del gioco d’azzardo?
Quali sono le dinamiche criminali che mette in atto?
Dove, in che punti della filiera, sono rintracciabili le attività mafiose?

vittorio meteQuesto processo è stato ben illustrato dal gruppo di sociologi di cui fa parte anche Vittorio Mete, professore associato di Sociologia Politica, presso l’Università degli Studi di Firenze, nell’articolo Mafie e gioco d’azzardo in Quaderni di Sociologia.

«Partendo dall’analisi della cronaca giudiziaria e ripercorrendo il processo di legalizzazione del gioco d’azzardo in Italia, si evince che i mafiosi riescano ad occupare prevalentemente i rami bassi di tale filiera. È soprattutto nell’ultimo anello della catena – quello degli esercenti – che la presenza mafiosa diventa palpabile, sia attraverso l’estorsione monetaria sia con l’imposizione di slot machine di ditte ‘amiche’ […] 

La scalata criminale verso i gradini più alti del settore si accompagna al processo di ‘apertura regolata’ del mercato del gioco d’azzardo che, in tempi relativamente rapidi, da ambito sommerso diventa pienamente legale. Ciò incide sulle caratteristiche del contesto in cui il gruppo criminale era abituato ad agire. Il settore diventa allora ibrido, con alcuni aspetti tradizionali (il controllo delle sale slot) che si intrecciano con i cambiamenti tecnologici e organizzativi».

Si capisce allora quanto la fluidità del comparto dell’azzardo in Italia e le continue liberalizzazioni aprano all’illegalità. Ma continuiamo a leggere… 

«Il settore è preda di forme diverse di criminalità, più o meno organizzate e con finalità differenti. Tra queste, la più importante è probabilmente il riciclaggio del denaro sporco proveniente da altri traffici illeciti. Questo può avvenire sia attraverso una ‘ripulitura’ dei soldi giocati nelle diverse attività del gambling (si immette denaro sporco nelle scommesse, si ricava denaro pulito dalle vincite), sia investendo nel settore dell’azzardo così come si investe in qualsiasi altra attività economica: acquisendo e gestendo punti scommesse, sale bingo ecc. Accanto al riciclaggio del denaro, i mafiosi possono frequentare alcuni segmenti del settore del gioco d’azzardo per estrarne risorse attraverso gli usuali meccanismi dell’estorsione. Il pizzo, com’è noto, può assumere forme differenti: dal versamento periodico di una somma di denaro, all’acquisto forzato di beni e servizi, fino all’imposizione dell’assunzione di persone gradite al gruppo criminale. Nel caso del gioco d’azzardo, l’estorsione può manifestarsi con la richiesta del pizzo o con la imposizione di beni prodotti o distribuiti dai mafiosi, come ad esempio il noleggio delle slot machine. I mafiosi, infine, possono estorcere denaro ai giocatori baciati dalla fortuna o, forse ancor peggio, possono prestare denaro a tassi usurai a giocatori incalliti e in difficoltà». 

I 5 fronti della mafia dell’azzardo

  • Riciclaggio di denaro derivante da altri traffici
  • Imposizione di beni e servizi, come le slot machine, agli esercenti dei locali
  • Estorsione di denaro ai giocatori e prestiti a usura
  • Manomissione degli apparecchi di gioco
  • Aperture di società formalmente legali

Anche la mafia preferisce le slot machine

Sono loro, le slot machine e le VLT, a essere luogo privilegiato per l’azione criminosa della mafie che si infiltrano nel comparto dell’azzardo italiano.

slot e mafia«A proposito degli apparecchi di intrattenimento, le pratiche più utilizzate riguardano la manomissione tanto delle macchine (per rendere l’alea di rischio più elevata rispetto a quella regolamentare, con maggiori possibilità di perdite per i giocatori e corrispondenti aumenti di entrate illecite per i gestori dei locali), quanto dei collegamenti tra i dispositivi degli apparecchi che contengono le informazioni sul volume delle giocate e il concessionario. Un’altra modalità fraudolenta consiste nell’installazione di dispositivi (cosiddetti abbattitori) che interferiscono nel collegamento telematico. A queste pratiche prevalenti si aggiungono l’attivazione di apparecchi clandestini, non censiti, la clonazione delle smart-card, la trasformazione di videogiochi o giochi di abilità in slot con vincita di denaro, attraverso l’installazione di una seconda scheda. 

Un’ulteriore declinazione delle pratiche illecite deriva dal rapporto tra mafie ed esperti del settore, in particolare informatici, nello specifico ambito del gioco online. In merito a queste relazioni, appare opportuno sottolineare l’emergere di organizzazioni suddivise per funzione e segmenti territoriali, legati reciprocamente da rapporti di subordinazione, e dotate di una “strategia aziendale imprenditoriale di alto livello”. Al vertice delle organizzazioni – dedicate alla creazione e alla gestione di piattaforme web illegali per la raccolta di scommesse – vi sono gli amministratori di rete, che controllano l’intero funzionamento del sistema e sono i destinatari ultimi della raccolta. A seguire si trovano i soggetti che intermediano tra il vertice e la base della filiera, rappresentata da centri e corner scommesse o agenzie autorizzate. Questi centri di raccolta delle scommesse sono inseriti anche nel circuito legale, in quanto detentori dell’autorizzazione dell’Aams. Si configurano così due strutture parallele, una legale e una clandestina, della cui esistenza i giocatori sono spesso ignari. L’accordo è analogo a quello evidenziato per altre operazioni: gestione monopolistica delle piattaforme in cambio di percentuali sulle somme giocate».

A me che gioco poco interessa

illegalitàProbabilmente a chi gioca d’azzardo tutto questo discorso poco importa. Non fa certo differenza né è un deterrente. Tuttavia per quanti fanno parte della società civile indagare quali aspetti del gioco d’azzardo attirino gli interessi mafiosi o lo rendano vulnerabile all’azione predatoria delle mafie dovrebbe essere di interesse. Contribuisce infatti alla conoscenza e quindi alla consapevolezza, senza la quale non può esserci nessuna reale sensibilizzazione. Anche solo perché «la raccolta illegale resta una quota rilevante del mercato italiano dell’azzardo e la difficoltà di garantire un sistema di controllo efficace all’interno di un quadro regolativo ancora poco coerente, esito soprattutto della stratificazione di leggi e provvedimenti, lascia spazio alla diffusione di numerose ed eterogenee pratiche di illegalità». Ecco perché ci riguarda tutti.

Interessante infine scoprire che, a fronte della sempre crescente innovazione tecnologica nel campo del gioco d’azzardo «la nuova configurazione del settore richiede ora la collaborazione di tecnici informatici per lo sviluppo dei software di gioco, di aziende produttrici delle schede da installare nelle slot machine, di sedi d’impresa dislocate in paesi esteri che permettano di neutralizzare l’azione delle agenzie di contrasto».

Una rete sempre più amplia, fluida e ramificata che arriva fin dentro i nostri schermi (pc, tablet, smartphone).

0 commenti

Invia un commento

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Ricadute d’azzardo: come affrontarle

La prima ricaduta è il momento più temuto di ogni percorso di recupero dal gioco d’azzardo, sia da chi sta smettendo sia da chi gli sta vicino. Questo articolo spiega perché le ricadute fanno parte della fisiologia della guarigione dalle dipendenze, come distinguere un episodio isolato dal ritorno vero e proprio della dipendenza, e perché sia il panico sia la minimizzazione rischiano di peggiorare le cose. Con indicazioni pratiche su cosa fare, sia per chi gioca sia per chi gli è accanto

Le notifiche delle app di scommesse sono un gancio

Se chi amate dice di voler smettere ma ricade a ogni notifica del telefono, non è un problema di sola forza di volontà. Le notifiche push delle app di scommesse sono una tecnica di gamification studiata per riattivare il giocatore, e gli strumenti ufficiali di autoesclusione come il RUA non bastano da soli a fermarle. Questo articolo spiega perché, e cosa potete fare in modo concreto e condiviso, senza controllo né sfiducia, per togliere uno degli strumenti con cui la dipendenza si alimenta ogni giorno

Azzardo, adolescenti e scuola. Guida per i genitori

Più della metà degli studenti italiani ha scommesso online nell’ultimo anno, ma pochi genitori lo sanno, perché l’azzardo di oggi si nasconde dentro lo smartphone e si confonde con i videogiochi. Questo articolo spiega cosa dicono i dati più recenti, cosa prevede la normativa scolastica dal 2024, quali progetti di prevenzione esistono davvero sul territorio, e offre cinque domande concrete da portare a un colloquio con la scuola di vostro figlio

storie di gioco

Cercavo un colpo di fortuna per salvare la bottega. Ho affondato tutto da solo

Sandro ha cinquantadue anni e gestisce la ferramenta che era di suo padre. Racconta come, di fronte alla crisi dell’attività, abbia iniziato a vedere in una macchinetta la possibile soluzione ai conti che non tornavano, fino a mescolare i debiti del negozio con quelli del gioco senza più riuscire a distinguerli. Una testimonianza su come l’azzardo si insinui proprio dove c’è già una fragilità economica, promettendo di risolvere esattamente il problema che finisce per aggravare

Andavo al bingo per la compagnia. Sono tornata a casa più sola di prima

Ornella ha settantun anni ed è rimasta vedova tre anni fa. Racconta come una sala bingo, nata come rimedio alla solitudine, sia diventata lentamente il centro della sua giornata, a scapito della pensione, delle medicine e delle vere amicizie di una vita. Una testimonianza su un volto della dipendenza spesso invisibile, quello delle donne anziane sole, e su come la vera compagnia sia arrivata solo dopo aver chiesto aiuto

Azzardo Live

Ricadute d’azzardo: come affrontarle

La prima ricaduta è il momento più temuto di ogni percorso di recupero dal gioco d’azzardo, sia da chi sta smettendo sia da chi gli sta vicino. Questo articolo spiega perché le ricadute fanno parte della fisiologia della guarigione dalle dipendenze, come distinguere un episodio isolato dal ritorno vero e proprio della dipendenza, e perché sia il panico sia la minimizzazione rischiano di peggiorare le cose. Con indicazioni pratiche su cosa fare, sia per chi gioca sia per chi gli è accanto

i nostri esperti

Ricadute d’azzardo: come affrontarle

La prima ricaduta è il momento più temuto di ogni percorso di recupero dal gioco d’azzardo, sia da chi sta smettendo sia da chi gli sta vicino. Questo articolo spiega perché le ricadute fanno parte della fisiologia della guarigione dalle dipendenze, come distinguere un episodio isolato dal ritorno vero e proprio della dipendenza, e perché sia il panico sia la minimizzazione rischiano di peggiorare le cose. Con indicazioni pratiche su cosa fare, sia per chi gioca sia per chi gli è accanto

Le notifiche delle app di scommesse sono un gancio

Se chi amate dice di voler smettere ma ricade a ogni notifica del telefono, non è un problema di sola forza di volontà. Le notifiche push delle app di scommesse sono una tecnica di gamification studiata per riattivare il giocatore, e gli strumenti ufficiali di autoesclusione come il RUA non bastano da soli a fermarle. Questo articolo spiega perché, e cosa potete fare in modo concreto e condiviso, senza controllo né sfiducia, per togliere uno degli strumenti con cui la dipendenza si alimenta ogni giorno

Compagni di gioco

Cambio Gioco 2026: Giocare d’anticipo contro l’azzardo

Si è conclusa la quarta edizione di Cambio Gioco, la settimana di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico organizzata dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS 6 Euganea e finanziata dal Ministero della Salute. Dal 9 al 13 marzo 2026, Padova è stata il centro di un’iniziativa che ha coinvolto — in presenza e online — 16.700 partecipanti, distribuiti in 12 appuntamenti e accompagnati da 26 relatori tra i più autorevoli in Italia sui temi delle dipendenze, della salute mentale e dell’educazione. Se questo è un gioco, è media partner dell’iniziativa: seguiamo Cambio Gioco perché ne condividiamo la missione — portare informazione seria, accessibile e concreta a chiunque voglia capire cosa sia davvero il gioco d’azzardo patologico e come proteggersi.

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.