Il Comune di Rho dice No all’azzardo

da | 14 Marzo 2024

Per anni Nicola ha cercato risposta alle storie di indebitamento, usura, violenze domestiche e allontanamento di minori di tante famiglie che avevano perso tutto a causa del gioco d’azzardo.
Per anni Nicola ha dovuto rispondere alle numerosissime richieste di aiuto economico che arrivavano non solo dalle famiglie sovra-indebitate, ma anche da molti anziani soli che si erano giocati la pensione.

nicola violanteSono stati cinque quegli anni, durante i quali Nicola Violante è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rho, alle porte di Milano.

Quando poi nel 2021 è stato eletto Assessore al Bilancio, una domanda che lo tormentava, è diventata un’urgenza da risolvere:
“Quanto i cittadini sono consapevoli dei danni che il gioco d’azzardo sta facendo nella loro città?”.

Questa domanda è stata sollevata anche dai numeri. Nel 2018, infatti, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica i dati ufficiali dell’azzardo, divisi per Comune ed «emerge che il volume delle giocate a Rho è pari a 100 milioni di euro di cui 80 rigiocati dopo una vincita e 20 persi: una cifra incredibile per una popolazione di soli 50.000 abitanti». 

Quanto i cittadini sono consapevoli dei danni che il gioco d’azzardo sta facendo nella loro città?

A questa domanda l’assessore Violante sta dando risposte concrete, tanto che oggi Rho si può considerare a tutti gli effetti un modello virtuoso (come a Modena) a cui tutti i Comuni d’Italia possono guardare per attuare politiche non solo di contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico, ma anche di prevenzione per la sicurezza e la tutela dei propri cittadini. E quando si fa prevenzione in un ambito come quello dell’azzardo, ormai lo sappiamo bene, non si può prescindere da azioni culturali ed educative che sono ispiratrici di quelle politiche. A Rho Nicola Violante è stato ispiratore del Tavolo Permanente sull’Azzardo da cui è nato il Patto di Comunità Non giochiamoci il futuro.

Prima di entrare nel merito del Patto di Comunità, il Comune cosa ha deliberato in merito al contrasto del gioco d’azzardo patologico?

Nel 2022 è stato aggiornato il nuovo regolamento sul gioco d’azzardo, adeguando le disposizioni secondo quanto prevede il distanziometro regionale, dunque fissando la distanza minima di 500 metri tra i luoghi dove si gioca d’azzardo e i luoghi sensibili come scuole, centri frequentati dai giovani o dagli anziani, ospedali.

Cos’altro avete introdotto?

È stato stabilito che il sindaco possa emettere l’ordinanza per ridurre le ore di apertura dei luoghi in cui si gioca d’azzardo; cosa che è stata fatta il 9 gennaio 2024; inoltre abbiamo istituito una modalità premiante gli esercenti che tolgono le slot-machine dai propri locali. La normativa al momento si riferisce solo alle slot-machine e alle VLT, purtroppo non ancora alle sale bingo e nemmeno ai gratta e vinci e simili, ma speriamo che in futuro si possa attuare.

comune di rho gioco d'azzardo

Rho è un comune virtuoso nella lotta alla diffusione del gioco d’azzardo e delle conseguenze adesso legate, anche grazie all’istituzione del Tavolo Permanente sull’Azzardo da cui è nato il Patto di Comunità Non giochiamoci il futuro. Di che cosa si tratta?

A maggio 2023, dopo anni di lavoro, abbiamo riunito attorno a quello che è stato chiamato Tavolo Permanente sull’Azzardo una serie di realtà ed enti che hanno firmato il Patto di comunità Non giochiamoci il futuro. L’obiettivo è contrastare ogni forma di gioco di azzardo che produce dipendenza, attraverso azioni di sensibilizzazione, corretta informazione, formazione e creazione di luoghi in cui si possano trovare spazi dove giocare in modo sano. Per esempio tra le azioni per una corretta informazione c’è quella di contenere la comunicazione sulle vincite. Quindi organizziamo periodicamente iniziative che favoriscono la prevenzione e la consapevolezza delle conseguenze derivanti dal gioco d’azzardo problematico e patologico, in particolare tra i giovanissimi che utilizzano a lungo smartphone e personal computer durante la giornata. Quindi formiamo, non solo gli esercenti che hanno l’obbligo di un training di conoscenza sull’azzardo che vendono, ma anche docenti, genitori, educatori e volontari. Abbiamo poi un’attenzione particolare verso  coloro che faticano a uscire dai vincoli dell’azzardo patologico o da ciò che spesso consegue alla perdita di forti somme di denaro: disagio sociale, isolamento, emarginazione, perdita di lavoro, perdita dei legami familiari. Mettiamo anche a disposizione forme di sostegno per chi dismette le slot machine dal proprio locale , quindi vigiliamo sulla corretta applicazione della vigente normativa riguardante gli esercizi che veicolano il gioco d’azzardo. Infine facciamo tanta educazione ai giovani nelle scuole del territorio.

Chi ha firmato il Patto di Comunità Non giochiamoci il futuro?

Ad oggi sono 70 le firme. Oltre al Comune, il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST Rhodense, diretto dal dottor Renato Durello, quindi le Forze dell’Ordine, i commercianti, le Scuole, le Agenzie Educative territoriali, Associazioni di Volontariato ed enti del terzo settore, ma anche le Parrocchie, la Caritas cittadina e la Comunità islamica. Poi i Lions, l’Associzione degli industriali e l’associazione Giocatori Anonimi e anche BPER che è sensibile sul tema.

Come state mantenendo vive tutte le iniziative del Patto di Comunità Non giochiamoci il futuro?

Continuiamo con la campagna informativa “non giochiamoci il futuro” che nel 2023 è culminata in un weekend di sensibilizzazione che ha coinvolto l’intera cittadinanza. Abbiamo proseguito affiggendo manifesti con l’indicazione del numero del Serd a cui è possibile chiedere aiuto. Nel 2024 collocheremo vetrofanie sulle vetrine dei negozi, per diffondere ulteriormente le informazioni. Queste vetrofanie riporteranno he la scritta “Stop al gioco d’azzardo” con l’indicazione del numero dei Servizi Dipendenze dell’ASST Rhodense che è 02.994304940.

Intendiamo inoltre proseguire in una logica di rete, in cui la presenza di ASST Rhodense rimane fondamentale. Scuole, parrocchie, cooperative sociali, associazioni e sindacati, con le forze dell’ordine in primo piano, sono unite nel contrastare un fenomeno sempre più diffuso: i nuovi dati ci preoccupano parecchio e siamo intenzionati a fare fronte comune per arginare i danni dell’azzardopatia e favorire la prevenzione. In particolare il lavoro formativo con gli insegnanti ha beneficiato della consulenza del professor Alberto Pellai, continuando con i genitori per concludersi con gli alunni delle quarte e quinte elementari e delle scuole medie.

Quale è la risposta della città?

Sono colpito dalla risposta della città, tutti hanno voluto dare una mano. Per questo desideriamo rivolgerci sempre di più alle famiglie con occasioni di informazione, culturali e di relazione: il fenomeno tocca molti, vorremmo raggiungere tutti per tendere la mano a chi non sa come uscire da situazioni davvero complesse. Vorremmo  inoltre combattere sempre di più gli avvisi civetta che inducono a giocare per vincere.

In futuro cosa dovremmo aspettarci dal territorio, visto il lavoro che state svolgendo?

L’auspicio è che tutti i Comuni del Rhodense attuino le buone pratiche di Rho, non perché crediamo di essere i migliori, ma perché abbiamo dimostrato che si può fare. In questo modo ci sarebbe un impatto sociale maggiore e più incisivo. Infatti se a Rho non puoi giocare, dove vuoi e quando vuoi, però puoi farlo a 5, 10 chilometri perché basta cambiare Comune, i nostri sforzi valgono come una mosca bianca. Vorrei infatti portare il lavoro che stiamo facendo a Rho sul tavolo dei Piani di Zona dove siedono i nove sindaci dei nove comuni del Rhodense. Auspico inoltre che l’ordinanza firmata dal sindaco di Rho e le iniziative che stiamo svolgendo siano propedeutiche anche per tutti gli altri di Città Metropolitana.

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