Le notifiche delle app di scommesse sono un gancio

da | 11 Settembre 2026

Tuo marito, tuo figlio, tua sorella dice di voler smettere di giocare d’azzardo. Ci prova, magari per qualche giorni ci riesce anche, ma poi il telefono fa ‘tin’ oppure vibra, sullo schermo compare un messaggio su un bonus che scade tra poche ore o su una partita che sta per iniziare, e la resistenza costruita in quei giorni crolla in pochi secondi. Se hai assistito a questa scena, probabilmente hai pensato che fosse un problema di forza di volontà. Non lo è, o meglio, non solo. Quella notifica non è arrivata per caso: è progettata perché arrivi esattamente in quel momento, ed è costruita per essere quasi impossibile da ignorare per chi ha già sviluppato una dipendenza. Capire questo meccanismo non serve a deresponsabilizzare nessuno, serve a te, per capire cosa state affrontando davvero in famiglia e cosa puoi fare, insieme alla persona che ami, per togliere benzina al fuoco.

Il gancio è progettato, non è debolezza

Le notifiche push non sono una funzione accessoria delle app di scommesse e casinò online. Sono, insieme a bonus di benvenuto, livelli, classifiche e altri elementi di gioco, quello che nel settore si chiama tecnica di gamification: strumenti che sfruttano gli stessi meccanismi di rinforzo psicologico usati dai social network per tenere l’utente agganciato. Non è un’impressione soggettiva di chi ne è vittima: sono le stesse guide rivolte a chi lavora nel marketing del settore a raccomandare esplicitamente le notifiche push per comunicare bonus e promozioni, per far tornare l’utente sull’app dopo un periodo di inattività, per segnalare in tempo reale gli aggiornamenti delle scommesse in corso.

Il principio psicologico dietro a tutto questo è il rinforzo a intermittenza variabile: lo stesso meccanismo che rende difficile smettere di controllare i social, ma applicato a un contesto dove la posta in gioco non è il tempo, sono i soldi. Una notifica che arriva in modo imprevedibile, a volte con la promessa di un bonus, a volte con l’aggiornamento di una partita, mantiene il cervello in uno stato di attesa costante, esattamente il tipo di stimolo che in chi ha sviluppato un disturbo da gioco d’azzardo può innescare una ricaduta anche dopo giorni di astinenza volontaria.

Che questa pratica sia riconosciuta come un problema serio lo conferma anche il fatto che, secondo l’interpretazione delle norme italiane sulla pubblicità dell’azzardo, l’invio di notifiche push promozionali non richieste sui prodotti di scommesse viola sia il divieto pubblicitario del cosiddetto Decreto Dignità sia le norme di tutela dei consumatori. Se serve vietarlo esplicitamente, significa che è una pratica diffusa, non un’eccezione isolata.

Perché gli strumenti ufficiali di tutela non bastano

In Italia esiste uno strumento pubblico per chi vuole interrompere il gioco d’azzardo online: il RUA, Registro Unico delle Autoesclusioni, gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Attivabile con SPID, CIE o CNS, blocca in un colpo solo l’accesso a tutti gli operatori con licenza italiana, per un periodo scelto di 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo sei mesi in quest’ultimo caso. È uno strumento importante e va conosciuto.

Ma ha due limiti. Il primo: agisce sull’account, non sul dispositivo. Se la persona che mai si è autoesclusa, ma non ha disinstallato le app o revocato i permessi di notifica, continuerà comunque a ricevere sollecitazioni sul telefono, anche se non può più giocare su quegli operatori specifici. Il secondo, più insidioso: il RUA copre solo gli operatori con licenza ADM. Esistono piattaforme estere, senza licenza italiana, perfettamente raggiungibili da chi cerca una via per aggirare l’autoesclusione, e che restano completamente fuori da questo registro.

Infine bastano pochi clic per aprire un conto di gioco, mentre servono procedure molto più complesse per sospenderlo o chiuderlo.

Cosa potete fare, insieme

Qui arriva la parte più concreta, ma con una premessa che vi chiediamo di tenere a mente: quello che segue funziona, se fatto insieme alla persona interessata, con il suo consenso, non di nascosto sul suo telefono. Installare un blocco a sua insaputa può sembrare un atto di protezione, ma rischia di essere vissuto come un controllo che mina la fiducia reciproca, proprio nel momento in cui quella fiducia è già fragile. Il modo più efficace per usare questi strumenti è proporli come un aiuto condiviso, qualcosa che fate con lei o con lui, non contro di lei o contro di lui.

Il primo livello, il più semplice, è disattivare le notifiche direttamente dalle impostazioni del telefono. Richiede meno di un minuto per app e non serve disinstallare nulla. Il secondo livello è pensato per chi sa di aver bisogno di una barriera più solida della propria volontà nei momenti di difficoltà. Oltre al RUA per l’autoesclusione ufficiale dagli operatori italiani, esistono applicazioni dedicate, a pagamento, progettate specificamente per bloccare l’accesso e le notifiche di centinaia di siti e app di scommesse e casinò contemporaneamente, italiani ed esteri. Sono più difficili da disattivare d’impulso rispetto a un singolo interruttore nelle impostazioni, il che è proprio il loro punto di forza nei momenti in cui la tentazione è più forte del proposito fatto la mattina.

Dove chiedere aiuto

  • Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo: 800 55 88 22 — gratuito, anonimo, per giocatori e familiari
  • Gam-Anon — gruppi di supporto per partner e familiari di giocatori
  • Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) — accesso gratuito e diretto, senza ricetta
  • Psicologi e psicoterapeuti specializzati in dipendenze e relazioni — per percorsi individuali e di coppia
  • Il nostro servisio di supporto gratuitor e online con Vinciamo il Gioco qui.

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