Mio padre era il mio eroe. Poi ho scoperto che era malato di gioco d’azzardo – La storia di Margherita

da | 2 Maggio 2025

Margherita è figlia di un giocatore compulsivo. Da bambina lo vedeva come un eroe, l’uomo perfetto. Poi, a 16 anni, il crollo: scopre che quel padre distratto, nervoso e spesso bugiardo era in realtà schiavo del gioco d’azzardo, in particolare del poker. Una dipendenza che aveva cominciato a farsi strada da giovane, forse come rifugio da un dolore mai affrontato. Per anni in famiglia si respirano tensione, debiti, paura. La madre sempre sull’orlo di una crisi, le sorelle da proteggere e quel senso di colpa che si insinua: «Se fossi stata una figlia migliore, forse non sarebbe successo». Un pensiero devastante e, come Margherita capirà da grande, profondamente ingiusto.

Tutto cambia quando decidi di farti aiutare

Quando Margherita, in lacrime, implora il padre di farsi aiutare, qualcosa si rompe o forse finalmente si apre. Lui accetta. E inizia un cammino di cura insiema a Giocatori Anonimi (GA), mentre lei e sua madre trovano accoglienza nel gruppo Gamanon, per i familiari dei giocatori.

«Non è una favola: non c’è bacchetta magica. Ma c’è un percorso, lento, duro, fatto di cadute e di piccoli passi». Un cammino che ha permesso a Margherita di guardare suo padre con occhi nuovi: non più l’eroe perfetto, ma un uomo vulnerabile, che ha avuto bisogno di aiuto e ha trovato il coraggio di chiederlo.

Oggi, grazie alla sobrietà, quel padre è tornato a esserci: come uomo, come marito, come nonno. E Margherita ha trovato un nuovo modo di convivere con le ferite del passato, sapendo che non tutto si può guarire — ma molto si può trasformare.

Il suo messaggio? «La luce torna. Ma bisogna chiederla. Una mano c’è, per chi la cerca: 24 ore alla volta».

0 commenti

Invia un commento

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

storie di gioco

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Lavoro e azzardo non vanno d’accordo. La storia di Filippo

La dipendenza dal gioco d’azzardo non si riconosce facilmente, ma lascia alcune tracce che vale la pena imparare a riconoscere: assenze dal lavoro sempre più frequenti, cambiamenti nell’umore legati a orari o giorni precisi, richieste di prestiti ripetute, senza spiegazioni convincenti, isolamento crescente, nervosismo quando viene chiesto dove si è stati

Azzardo Live

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

i nostri esperti

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

Compagni di gioco

Cambio Gioco 2026: Giocare d’anticipo contro l’azzardo

Si è conclusa la quarta edizione di Cambio Gioco, la settimana di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico organizzata dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS 6 Euganea e finanziata dal Ministero della Salute. Dal 9 al 13 marzo 2026, Padova è stata il centro di un’iniziativa che ha coinvolto — in presenza e online — 16.700 partecipanti, distribuiti in 12 appuntamenti e accompagnati da 26 relatori tra i più autorevoli in Italia sui temi delle dipendenze, della salute mentale e dell’educazione. Se questo è un gioco, è media partner dell’iniziativa: seguiamo Cambio Gioco perché ne condividiamo la missione — portare informazione seria, accessibile e concreta a chiunque voglia capire cosa sia davvero il gioco d’azzardo patologico e come proteggersi.

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.