Il presidente FICT: ‘L’azzardo uccide’. Serve una legge nazionale

da | 9 Febbraio 2024

«Partiamo dal presupposto che nessuno è irrecuperabile e che ogni uomo è sempre portatore di enormi potenzialità. Occorre partire da questo per predisporre qualsiasi piano di contrasto alle dipendenze che possa avere un’efficacia reale e misurabile» questa è la missione di FICT, la Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche.

luciano squillaci

La scelta di una presa in carico totale della persona e non solo del suo problema con una valorizzazione reale dei suoi talenti, possibile solo con un percorso comune, fedeli alla scelta di specchiarsi nell’altro, come recita la nostra filosofia, anche quando lo specchio è incrinato o deformante.

Questa filosofia che si traduce in un vero e proprio metodo ci viene confermata da Luciano Squillaci, il presidente della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT) che opera senza fini di lucro in 16 Regioni d’Italia con una rete di 42 associazioni ed enti di Solidarietà sociale insieme alle quali ha in attivo sui territori ben 600 progetti di prevenzione e cura delle persone con dipendenza sia da sostanza che comportamentali.

Tra i suoi servizi la FICT mette a disposizione un programma terapeutico dedicato al Disturbo da Gioco d’Azzardo.

Tra i suoi servizi la FICT mette a disposizione un programma terapeutico dedicato al Disturbo da Gioco d’Azzardo.

Come mai avete sentito l’esigenza di dedicare spazio, tempo e risorse specifiche per chi ha problemi con il gioco d’azzardo?

Perché le conseguenze dell’azzardo di massa nel nostro Paese sono in costante crescita come ci confermano in modo incontrovertibile i numeri. Sono 136 i miliardi spesi nel 2022 in gioco d’azzardo con una stima di oltre 150 miliardi nel 2023. Si tratta di più del 5% del nostro Pil e più della spesa per la Sanità. Inoltre, come se non bastasse, tra le conseguenze dell’isolamento a cui ci ha costretti il Covid, nel 2022 c’è stato il sorpasso dell’azzardo online rispetto a quello fisico.

Perché il sorpasso del gioco online su quello fisico costituisce un problema?

Perché l’online è sempre con noi, h24, in ogni luogo. Infatti, sempre i numeri, ci dicono che più si gioca online e più si gioca in generale, dunque più si perde e più ci si ammala. Inoltre l’online ha fatto emergere una nuova figura di giocatore.

Di chi si tratta?

È stato chiamato il ‘super-giocatore’, ossia chi gioca a diversi tipi di giochi, senza una preferenza specifica, spesso dribblando anche tra online e offline. D’altronde online siamo in un flusso continuo che non solo induce, ma anche amplifica comportamenti additivi, favorendo pratiche che soddisfano le esigenze compulsive dei giocatori e delle giocatrici problematici e patologici.

Cosa fa la FICT a favore di chi ha un problema con il gioco d’azzardo?

Abbiamo diversi servizi in 16 Regioni e lavoriamo in rete con le associazioni e gli enti di solidarietà sui territori. In questo modo garantiamo centri di ascolto, percorsi terapeutici ambulatoriali e anche servizi residenziali. Sul nostro sito abbiamo la mappa con cui è facile trovare il servizio più vicino a dove si vive.

FIct squillaci dipendenza azzardo comunità residenziali

Quale è la difficoltà maggiore che generalmente incontrate con chi ha un problema con l’azzardo?

Sia i giocatori/giocatrici sia le famiglie nella stragrande maggioranza dei casi non hanno la consapevolezza che quello che stanno vivendo sia una malattia che si chiama dipendenza. Infatti il motivo principale per cui nella in generale chiedono aiuto è perché hanno perso denaro e/o sono indebitati, oppure perché a causa del gioco hanno commesso qualche reato. È davvero complicato far capire ai giocatori e anche alle famiglie che sono di fronte a una vera e propria patologia, che non si tratta di un vizio, che non basta sistemare il problema economico o giuridico per esserne fuori. Il gioco d’azzardo è un fenomeno davvero subdolo. È una dipendenza che riesce a rimanere invisibile per un sacco di tempo, come se ci mettesse il paraocchi. Ecco perché in Italia persiste un gran numero di persone che, pur malate, non vengono intercettate da servizi di cura. Figuriamoci dunque quanto la collettività possa essere realmente consapevole di che cosa comporti davvero il gioco d’azzardo!

Quali sono i motivi di questa scarsa consapevolezza?

La principale motivazione secondo noi sta nel fatto che l’azzardo viene ancora concepito come un vizio della singola persona, esattamente come è avvenuto all’inizio della storia delle tossicodipendenze. E poi la normalizzazione che l’azzardo ha nelle nostre vite a causa della sua straordinaria accessibilità da parte di chiunque (minori compresi) rende ancora più complicato riconoscere che di normale e di accettabile l’azzardo non propio ha nulla.

Da dove partire per curare questo azzardo di massa?

Dalla prevenzione. Sembra banale, ma non lo è. E la prevenzione la si fa con l’educazione, attraverso la buona informazione. È una sorta di equazione: conoscenza uguale consapevolezza.

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E questo lo fanno le realtà come FICT e come le tante che questo blog intercetta, ascolta e condivide. Purtroppo però servono anche le politiche…

… esattamente! Sappiamo infatti che siamo di fronte alle lobby del cosiddetto ‘gioco legale’, ma sappiamo anche che dove ci sono politiche consapevoli e virtuose, il problema si ridimensiona.

Di cosa c’è dunque bisogno nell’immediato?

Noi chiediamo una legge nazionale di regolamentazione del gioco d’azzardo, con norme chiare e valide per tutti i territori. In Italia infatti non esiste una legge quadro e gli enti locali si trovano in balia di situazioni e decisioni che rischiano di essere sempre più spesso impugnate da parte degli esercenti.

Cosa pensa delle Legge Delega attualmente allo studio?

Questa proposta di legge non sembra secondo noi affrontare in modo sistemico e determinato il tema dell’azzardo. Per noi infatti il problema da cui partire non sono le distanze dai luoghi sensibili né la riduzione degli orari – ben vengano ma ripeto non sono la questione principale,  perché provvedimenti di questo tipo non sono sufficienti. Prima di tutto serve da parte della politica e dunque a cascata su tutta la società un chiaro messaggio culturale ed educativo che dica: No all’azzardo.
Non serve essere tiepidi. Ci vuole decisione.

Inoltre mi preoccupa molto l’ultimo decreto legislativo approvato il 19 dicembre 2023 che riordina le disposizioni vigenti in materia di giochi e che sembra in linea con alcune recenti normative regionali che stanno facendo enormi passi indietro sulla tutela e la prevenzione.

L’azione più grave è lo svuotamento dell’Osservatorio presso il Ministero della Salute, sostituito da una Consulta permanente dei giochi pubblici presso il Ministero dell’Economia. Ciò che passa in secondo ordine è l’aspetto sociale e sanitario a favore dell’aspetto economico dell’azzardo, ovvero la salute dei giocatori patologici, buttando all’aria anni di lavoro.

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In tanti anni di lavoro nel mondo delle dipendenze c’è qualche storia che l’ha colpita in modo particolare e che vuole condividere, così da aiutarci tutti a prendere sempre maggiore consapevolezza?

Mi ricordo di una signora sui 60 anni che venne a uno dei nostri centri di ascolto.
Non aveva un appuntamento.
Si presentò, così, di punto in bianco, perché era letteralmente disperata.
Le dissi di aspettare qualche minuto.
Davvero, solo qualche minuto, ma fu comunque troppo per lei.
Se ne andò e così l’abbiamo persa.
ll giorno dopo si è suicidata insieme al marito.
Penso spesso a questa donna e alle tante storie simili alla sua.
A quel sommerso di cui dicevo prima.
L’azzardo fa male tanto da uccidere.

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