Le emozioni di chi gioca d’azzardo

da | 15 Novembre 2024

Chiara ha iniziato con qualche Gratta&Vinci per poi passare al Win for Life. Era un passatempo tra amici, divertente, fino a quando Chiara ha cominciato a scommettere da sola. Stava attraversando un periodo farticoso, niente di drammatico, tuttavia si sentiva attanagliata da una sensazione di solitudine che l’ha spinta a cercare conforto nel gioco. Ben presto comincia a perdere somme di denaro significative: 

Ho provato una combinazione di angoscia e disperazione, ma non mi sono fermata. Ho sentito un vuoto enorme che ho continuato a colmare con il gioco.

Federico è sempre stato un appassionato tifoso di calcio e ha sempre visto gli amici scommettere. La sua prima scommessa sulle partite l’ha fatta però soltanto quando ha compiuto 30 anni, spinto soprattutto dalle pubblicità. In breve tempo si è trovato immerso in un loop che non avrebbe mai immaginato: 

Mi sentivo come se non potessi fermarmi, anche quando sapevo che stavo rovinando tutto. Alla fine ho perso sia il lavoro sia la famiglia.

Sono tante, troppe le storie di gioco che raccontano la trappola dell’azzardo meglio di qualsiasi dato sulle perdite di denaro o sul numero di persone con dipendenza. Alcune di queste testimonianze le abbiamo condivise qui.

L’azzardo come la droga

La maggior parte di chi gioca d’azzardo in modo compulsivo confessa di sentirsi in colpa e di vergognarsi, come Clara che ha perso la custodia dei figli o Thomas che ha rubato la pensione a sua madre. Nello stesso tempo però la forza magnetica della ‘zona’ che si abita quando si gioca d’azzardo è troppo forte. È una vera e propria droga. 

Se anche tu o un tuo familiare avete un problema con l’azzardo, chiedete aiuto! Anche noi ci siamo per te e per la tua famiglia. Vai qui e chiedici aiuto! 

Raffaella racconta di come il gioco del marito abbia distrutto la loro vita familiare: «Ogni volta che pensavo che potesse smettere, sperava in una vincita che non è mai arrivata. Ho dovuto chiedere aiuto per me stessa e per i miei figli». 

Marco aveva iniziato a giocare per vincere soldi facili, un lavoro solo non bastava, ma non aveva tempo per un secondo impiego. Inoltre «ogni volta che vincevo, di solito piccole somme, mi sentivo invincibile e subito me le rigiocavo. Quando perdevo però, cosa che avveniva più spesso, la frustrazione era devastante, perciò alla fine la gioia di vincere era sempre seguita dalla paura di perdere». 

Un’altalena emotiva e totalizzante che arriva a distruggere le relazioni personali. Sembra quasi un ritornello, invece è la cronaca delle vite di chi azzarda, vite prigioniere e spezzate dalla trappola del gioco che gioco non è: 

Ho trascurato la mia famiglia e gli amici. Non riuscivo a vedere come il gioco mi stesse rovinando. Ho perso il lavoro. In mente avevo sempre e solo il gioco. Alla fine non giocavo più per vincere né per recuperare le perdite, solo per continure a giocare. Non ero più io.

Le storie di chi gioca

Il gioco d’azzardo patologico è classificato come un disturbo del controllo degli impulsi. Le persone affette possono sviluppare una dipendenza simile a quella da sostanze, sperimentando sintomi di astinenza.

Cosa prova chi gioca d’azzardo sono in molti ex giocatori ed ex gioatrici ad esprimerlo molto bene con le loro testimonianze: 

Quando giocavo era eccitante, mi sentivo attraversato da ‘brividi’ di adrenalina che mi spingevano a continuare a giocare. Incollato alla mia slot machine, dimenticavo tutto. All’inizio, ogni volta che perdevo, cercavo di recuperare e la paura di perdere mi spingeva a giocare ancora di più, e quel ciclo era inarrestabile. Ogni volta pensavo che quella potesse essere la volta buona, la vincita che mi avrebbe cambiato la vita, ma non è mai andata così. Poi era come stare in un mondo parallelo. Era diventata ormai una vera e propria ossessione.
Vittorio

Sappiamo ormai che ci sono differenze tra giocatori e giocatrici. L’azzardo delle donne è diverso da quello dell’uomo

Quando mi sentivo giù, il gioco mi dava un sollievo momentaneo, mi sentivo come protetta in una bolla ovattata, era la mia via di fuga. Era un aiuto contro l’ansia e la depressione. Ma poi, quando le cose andavano male, la depressione tornava, e mi sentivo ancora più sola.
Angela

Elementi comuni nelle esperienze di gioco

Ricerca di Evasione: Molti giocatori d’azzardo iniziano a giocare per sfuggire ai problemi personali o per alleviare lo stress. Questo aspetto è un fattore chiave che li spinge a continuare anche quando le conseguenze diventano gravi.

Sentimenti di Invincibilità: La vittoria può generare un senso di invincibilità e felicità, mentre la perdita porta a sentimenti di angoscia e disperazione.

Impatto Sociale e Relazionale: Le relazioni vengono spesso compromesse. I giocatori possono trascurare amici e familiari, il che porta a sentimenti di solitudine e isolamento.

Ciclo di Speranza e Delusione: Molti raccontano di una continua speranza che la prossima scommessa possa essere quella vincente, seguita da delusioni che alimentano ulteriormente il ciclo di gioco.

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