Le conclusioni dell’Osservatorio per il Contrasto alla Diffusione del Gioco d’Azzardo

da | 14 Marzo 2023

È stato presentato il documento conclusivo dell’Osservatorio per il Contrasto alla Diffusione del Gioco d’Azzardo e il Fenomeno della Dipendenza grave presso il Ministero della Salute. Si tratta dell’organismo istituzionale consultivo del Ministero della Salute che, fra gli altri, ha il compito di monitorare la dipendenza dal gioco d’azzardo e l’efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese.

Ne fanno parte esponenti delle Istituzioni ed esperti, chiamati ad aggiornare, sulla base delle evidenze scientifiche, le linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal disturbo da gioco d’azzardo, nonché valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave.

Maurizio Fiasco

Fra loro c’è anche Maurizio Fiasco, sociologo, ricercatore e docente su Sicurezza Pubblica e Gioco d’azzardo. Nella XVIII legislatura è stato consulente della commissione antimafia. Opera come esperto nella Consulta Nazionale Antiusura e in  Alea (Associazione scientifica per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) della quale è past president. 

In questa conversazione Fiasco condivide con noi il frutto di oltre tre anni di lavoro e anche di battaglie.

Il documento dell’Osservatorio afferma sette tesi istituzionali per pervenire a una regolazione ottimale delle quattro grandi aree della questione del gioco d’azzardo:

  • Salute e Coesione Sociale
  • Sicurezza pubblica
  • Fiscalità
  • Attività d’impresa.
Come si traducono nel concreto la tesi dell’Osservatorio?

Il Ministro e il Parlamento – disponendo oggi di un documento istituzionale organico e obiettivo – possono procedere o traducendo in atti quanto esposto con cura e con sintesi oppure non tenerne conto. Tuttavia, davanti al parere di un organismo consultivo incaricato di approfondire “con scienza e coscienza” dovrebbero motivare (anche davanti alla Corte dei Conti) il perché di deliberazioni difformi.

Esiste una proposta operativa per regolare e sviluppare in particolare i servizi socio-sanitari?

La prima esigenza è di agevolare l’accesso alle terapie del Servizio sanitario nazionale. Ricordando quel che fissano i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza): la presa in carico comporta un piano di cura personalizzato, sul profilo della condizione della singola persona con diagnosi di Disturbo da gioco d’azzardo (DGA, secondo la dizione tecnica ufficiale). Ormai i servizi hanno a disposizione (almeno dal 2017) le risorse finanziarie per offrire una “porta d’accesso semplice” a una reale terapia. Ma l’offerta risulta ancora scarsa sia nella qualità che nella quantità. Non certo per colpa dei professionisti che, anzi, nella maggior parte dei casi, sono ottimi. Va strutturato perciò meglio il setting terapeutico che dovrebbe avvalersi sempre di una équipe e di un luogo di cura dedicati e distinti dagli altri servizi. Oltre al perimetro del servizio “sanitario” occorre attivare sul territorio una rete sociale che prenda in carico le diverse dimensioni della sofferenza della persona con disturbo da gioco d’azzardo.

Quali sono queste dimensioni?

Anzitutto il disagio e il conflitto nella famiglia, che è quasi sempre sconvolta dalle condotte disfunzionali del giocatore patologico. Un esempio? Dai dati emerge che in un numero impressionante i  femminicidi sono legati a situazioni di dipendenza da gioco d’azzardo. Ma pur non arrivando a esiti estremi, ci sono i danni causati ai figli con la trascuratezza dei doveri genitoriali. Quanti casi di un’infanzia o di un’adolescenza segnate dal pregiudizio sociale!

L’azzardo arreca inoltre danni alla dimensione lavorativa della persona  giocatore. Oltre che provocare un grave dissesto economico. Non dobbiamo mai dimenticare che la dipendenza da gioco d’azzardo è una vera e propria patologia e che la patologia è sofferenza. Una sofferenza psichica, relazionale e di esclusione sociale.

0 commenti

Invia un commento

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Figli di giocatori d’azzardo: ‘Ho 16 anni e ho chiesto aiuto al Ser.D per mia madre

Un ragazzo di 16 anni racconta come la dipendenza di sua madre dalle slot machine abbia distrutto la serenità familiare. Quando la situazione è diventata insostenibile, ha trovato il coraggio di cercare aiuto da solo, scoprendo il Ser.D e convincendo entrambi i genitori ad affrontare il problema. Una testimonianza potente che mostra come anche i figli più giovani possano fare la differenza

Cosa fare a Natale se in famiglia hai problemi di azzardo

Le feste natalizie sono un periodo ad alto rischio per chi ha problemi di gioco d’azzardo: più tempo libero, stimoli ovunque, pressioni emotive. Questa guida offre ai familiari strategie concrete per proteggere chi amano: creare alternative sane, gestire i trigger, comunicare efficacemente e pianificare le giornate

storie di gioco

Figli di giocatori d’azzardo: ‘Ho 16 anni e ho chiesto aiuto al Ser.D per mia madre

Un ragazzo di 16 anni racconta come la dipendenza di sua madre dalle slot machine abbia distrutto la serenità familiare. Quando la situazione è diventata insostenibile, ha trovato il coraggio di cercare aiuto da solo, scoprendo il Ser.D e convincendo entrambi i genitori ad affrontare il problema. Una testimonianza potente che mostra come anche i figli più giovani possano fare la differenza

Azzardo Live

i nostri esperti

Figli di giocatori d’azzardo: ‘Ho 16 anni e ho chiesto aiuto al Ser.D per mia madre

Un ragazzo di 16 anni racconta come la dipendenza di sua madre dalle slot machine abbia distrutto la serenità familiare. Quando la situazione è diventata insostenibile, ha trovato il coraggio di cercare aiuto da solo, scoprendo il Ser.D e convincendo entrambi i genitori ad affrontare il problema. Una testimonianza potente che mostra come anche i figli più giovani possano fare la differenza

Compagni di gioco

Per colpa dell’azzardo ho dovuto gestire la pensione di mio padre

Una figlia racconta come suo padre, dopo la morte della moglie e il pensionamento, sia scivolato nella dipendenza da gratta e vinci. Dalla solitudine ai debiti, fino al rischio di usura. Una testimonianza vera e toccante che mostra come il gioco d’azzardo patologico colpisca tutta la famiglia, l’incomprensione dei parenti, la difficoltà di chiedere aiuto e l’importanza del supporto psicologico anche per i familiari. Una storia di coraggio e resilienza per chi vive situazioni simili

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.