Gioco d’azzardo e violenza di genere. Il Centro Calabrese di Solidarietà con A Carte Scoperte

da | 7 Giugno 2023

Il progetto A Carte Scoperte di Fondazione con il Sud coinvolge contemporaneamente più realtà sociali che si occupano di gioco d’azzardo e che operano sull’intero territorio della Regione Calabria.

Il Centro Calabrese di Solidarietà partecipa al progetto A Carte Scoperte con:

  • il Punto Antiusura che si avvale della competenza di un avvocato e di un consulente finanziario (leggi l’intervista a Carmen Locandro)
  • i percorsi riabilitativi semi-residenziale e residenziale (leggi l’intervista a Francesco Piterà)
  • il Punto Rosa che coinvolge le donne che subiscono il gioco dal figlio o dal partner di cui ci parla Assunta Cardamone, psicologa e psicoterapeuta, responsabile della Casa Rifugio Antiviolenza ‘Mondo Rosa’.

Assunta Cardamone

Qui «accogliamo le donne che sono madri o compagne di ragazzi e uomini con disturbo da gioco d’azzardo o con dinamiche di gioco problematico» spiega Assunta Cardamone. 

Il progetto è strutturato in modo da seguire gruppi di massimo 6 persone per 6 incontri legati alla violenza di genere, durante i quali «si creano relazioni, grazie alle quali le donne riportano e fanno emergere le dinamiche che i figli o i partner instaurano con loro,
a causa della dipendenza da azzardo, e che portano violenza psicologica, verbale e a volte anche fisica».

Ci sono, infatti, madri che subiscono i ricatti morali dei figli che, per esempio, «minacciano di abbandonare il percorso di cura, se la mamma non rifà il letto, non prepara da mangiare ecc.
A questo si aggiunge un senso di impotenza, in quanto spesso i figli con addiction da gambling fanno sentire le madri incapaci». 

Come mai si instaurano queste dinamiche?

Il disturbo da gioco d’azzardo acuisce ed esaspera i rapporti, soprattutto in contesti già segnati da atteggiamenti e dinamiche di violenza, psicologica e/o fisica. Molte di queste madri inoltre sono separate e sole nella crescita dei figli e non poche sono state vittime di partner violenti.

Come è il rapporto con i partner maschi che hanno problemi con l’azzardo?

Ancora più complesso di quello con i figli. Se le madri sono generalmente più decise nel muoversi per aiutare il figlio, le fidanzati, le mogli e le compagne tendono a giustificare il partner, perché vogliono salvare il rapporto di coppia e la famiglia. Mi sono sentita dire spesso: “Poverino, è malato”. Alla base c’è sempre un ricatto da parte dell’uomo che agisce sul senso di colpa e di responsabilità della donna. Si tratta di una dinamica psicologica molto importante che però non è stata ancora sufficientemente studiata. Quando e come la donna diventa consapevole e smette di essere vittima? Quando e come la donna diventa salvatrice, senza però essere crocerossina? Queste sono domande essenziali.

Anche perché la pratica clinica dimostra come il ruolo della donna sia fondamentale nel percorso di cura del figlio e del partner.

Certamente. Ma deve essere portato avanti da una donna che non è vittima di violenza, che è in grado di autodeterminarsi, che abbia in mano o che abbia ritrovato la propria identità. In questo modo può essere davvero d’aiuto. Spesso invece la dinamica che si instaura in una donna abituata a subire violenza è rifiutarsi di riconoscerla.

Voi come lavorate?

Quello che noi facciamo al Centro Calabrese di Solidarietà e al Punto Rosa, anche grazie al progetto A Carte Scoperte, è aiutare le donne a riconoscere quello che stanno subendo e quindi accompagnarle a reagire. Per prima cosa appropriandosi della consapevolezza di valere, di avere delle capacità e delle competenze. Purtroppo in Italia ci sono ancora pochi luoghi che si occupano in modo specifico di questa problematica e pochi studi che la analizzano.

a carte scoperte copertina

0 commenti

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Giornata Internazionale delle Famiglie: quando l’azzardo entra in casa

Il 15 maggio si celebra la Giornata Internazionale delle Famiglie, istituita dall’ONU per riflettere sul valore del nucleo familiare come pilastro della società. Quest’anno vogliamo dedicarla a una realtà che troppo spesso rimane nell’ombra: quello che succede alle famiglie quando il disturbo da gioco d’azzardo entra in casa.

storie di gioco

Lavoro e azzardo non vanno d’accordo. La storia di Filippo

La dipendenza dal gioco d’azzardo non si riconosce facilmente, ma lascia alcune tracce che vale la pena imparare a riconoscere: assenze dal lavoro sempre più frequenti, cambiamenti nell’umore legati a orari o giorni precisi, richieste di prestiti ripetute, senza spiegazioni convincenti, isolamento crescente, nervosismo quando viene chiesto dove si è stati

“L’unico vizio che ho” La storia di Lorenzo, giocatore d’azzardo

Lorenzo ha 59 anni. Vive nella sua città natale, nel Sud Italia, nella stessa casa in cui è cresciuto. È l’unica cosa che gli è rimasta. In trent’anni di azzardo ha perso il lavoro, i risparmi, gli amici, e infine la sua famiglia. Sua moglie ha chiesto il divorzio. I due figli non gli rivolgono la parola. Percepisce una pensione di invalidità per disturbo da gioco d’azzardo e depressione. È dipendente anche dagli ansiolitici. Va e viene dai Ser.D. senza riuscire ancora a fare il passo definitivo verso la guarigione. Eppure ha voluto raccontarsi. Perché la sua storia, dice, possa servire a qualcun altro

Azzardo Live

i nostri esperti

Compagni di gioco

Cambio Gioco 2026: Giocare d’anticipo contro l’azzardo

Si è conclusa la quarta edizione di Cambio Gioco, la settimana di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico organizzata dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS 6 Euganea e finanziata dal Ministero della Salute. Dal 9 al 13 marzo 2026, Padova è stata il centro di un’iniziativa che ha coinvolto — in presenza e online — 16.700 partecipanti, distribuiti in 12 appuntamenti e accompagnati da 26 relatori tra i più autorevoli in Italia sui temi delle dipendenze, della salute mentale e dell’educazione. Se questo è un gioco, è media partner dell’iniziativa: seguiamo Cambio Gioco perché ne condividiamo la missione — portare informazione seria, accessibile e concreta a chiunque voglia capire cosa sia davvero il gioco d’azzardo patologico e come proteggersi.

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.