La vita come un gioco

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Cercavo un colpo di fortuna per salvare la bottega. Ho affondato tutto da solo

Sandro ha cinquantadue anni e gestisce la ferramenta che era di suo padre. Racconta come, di fronte alla crisi dell’attività, abbia iniziato a vedere in una macchinetta la possibile soluzione ai conti che non tornavano, fino a mescolare i debiti del negozio con quelli del gioco senza più riuscire a distinguerli. Una testimonianza su come l’azzardo si insinui proprio dove c’è già una fragilità economica, promettendo di risolvere esattamente il problema che finisce per aggravare

Andavo al bingo per la compagnia. Sono tornata a casa più sola di prima

Ornella ha settantun anni ed è rimasta vedova tre anni fa. Racconta come una sala bingo, nata come rimedio alla solitudine, sia diventata lentamente il centro della sua giornata, a scapito della pensione, delle medicine e delle vere amicizie di una vita. Una testimonianza su un volto della dipendenza spesso invisibile, quello delle donne anziane sole, e su come la vera compagnia sia arrivata solo dopo aver chiesto aiuto

Cristina: “Giocavo per sparire, non per vincere”

Cristina ha quarantaquattro anni, un marito, due figli, un lavoro come tante. Racconta in prima persona come una solitudine mai detta a nessuno l’ha portata, sabato dopo sabato, dentro una sala slot, e come il segreto sia diventato debito, bugia, isolamento, fino al giorno in cui un estratto conto ha reso impossibile continuare a nascondersi. Una testimonianza su una dipendenza che le donne, spesso, riescono a nascondere meglio, e per questo restano più sole ad affrontarla

Non lo chiamavo gioco d’azzardo. Lo chiamavo il mio gioco

Matteo ha sedici anni. Racconta in prima persona come è passato dalle casse premio dei videogiochi alle scommesse sportive, il debito nascosto a un compagno di scuola, le bugie in famiglia, e il giorno in cui una notifica sul telefono ha fatto crollare tutto. Una testimonianza sul confine sempre più sottile tra gioco e azzardo, vista dagli occhi di chi lo sta attraversando

Come i titoli dei media normalizzano l’azzardo

Un pensionato che sviene di gioia, un tabaccaio commosso, uno slogan rassicurante: sono gli ingredienti ricorrenti di un linguaggio mediatico che, titolo dopo titolo, trasforma un mercato costruito per far perdere la maggioranza in un racconto di opportunità e fortuna. Abbiamo passato in rassegna decine di esempi reali, dalla cronaca locale ai siti di scommesse, per capire come funziona.

ULTIME NEWS

Azzardo, debiti e rischio usura

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Indebitamento, sovraindebitamento, usura: le conseguenze economiche del gioco d’azzardo colpiscono anche chi non ha ancora sviluppato un disturbo conclamato. I dati 2025 e i percorsi per uscirne

Polidipendenze: più addiction oltre l’azzardo

Polidipendenze: più addiction oltre l’azzardo

Chi ha un problema con il gioco d’azzardo, spesso ha anche un problema con sostanze o altri comportamenti additivi. Non è un caso, non è debolezza di carattere, non è mancanza di volontà. È la natura profonda delle dipendenze: tendono a presentarsi insieme, a intrecciarsi, a sostenersi a vicenda. E quando questo succede, si parla di polidipendenza.
Questo articolo è per chi sta cercando di capire cosa sta succedendo davvero a qualcuno che ama.

Non era più mio figlio

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

Fine della scuola, inizio del rischio

Fine della scuola, inizio del rischio

Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno orari, compiti, impegni, una routine. Con la fine della scuola tutto questo scompare. Ore libere da riempire, noia da gestire, adrenalina da cercare.
Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, anche offline, offre esattamente quello che un adolescente annoiato cerca: eccitazione immediata, senso di rischio controllato, qualcosa da fare. E lo fa in modo accessibile, economico all’apparenza e sempre disponibile.

Cercavo un colpo di fortuna per salvare la bottega. Ho affondato tutto da solo

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Andavo al bingo per la compagnia. Sono tornata a casa più sola di prima

Ornella ha settantun anni ed è rimasta vedova tre anni fa. Racconta come una sala bingo, nata come rimedio alla solitudine, sia diventata lentamente il centro della sua giornata, a scapito della pensione, delle medicine e delle vere amicizie di una vita. Una testimonianza su un volto della dipendenza spesso invisibile, quello delle donne anziane sole, e su come la vera compagnia sia arrivata solo dopo aver chiesto aiuto

Cristina: “Giocavo per sparire, non per vincere”

Cristina ha quarantaquattro anni, un marito, due figli, un lavoro come tante. Racconta in prima persona come una solitudine mai detta a nessuno l’ha portata, sabato dopo sabato, dentro una sala slot, e come il segreto sia diventato debito, bugia, isolamento, fino al giorno in cui un estratto conto ha reso impossibile continuare a nascondersi. Una testimonianza su una dipendenza che le donne, spesso, riescono a nascondere meglio, e per questo restano più sole ad affrontarla

Non lo chiamavo gioco d’azzardo. Lo chiamavo il mio gioco

Matteo ha sedici anni. Racconta in prima persona come è passato dalle casse premio dei videogiochi alle scommesse sportive, il debito nascosto a un compagno di scuola, le bugie in famiglia, e il giorno in cui una notifica sul telefono ha fatto crollare tutto. Una testimonianza sul confine sempre più sottile tra gioco e azzardo, vista dagli occhi di chi lo sta attraversando

“Stavo solo giocando”: le bugie di chi azzarda

Chi vive accanto a un giocatore o una giocatrice compulsiva conosce la sensazione di non capire cosa stia succedendo davvero. Le bugie sono uno dei sintomi più costanti del disturbo da gioco d’azzardo. Ecco come riconoscerle e come smascherarle

Non era più mio figlio

Marta ha scoperto per caso che suo figlio Luca, 17 anni, era passato dai videogiochi alle scommesse online. La sua testimonianza racconta come chiedere aiuto subito per il figlio e per sé stessa abbia fatto la differenza.

CHIEDI SUPPORTO

Chi chiamare e dove andare per chiedere aiuto, quando si ha un problema con l’azzardo o quando si ha un familiare che sta dedicando troppo tempo al gioco.

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Cercheremo di capire quanto il gioco d’azzardo incide sulle vite di tutti noi. Affronteremo il tema dal punto di vista sanitario ed economico, cercando di capire se ci sono delle tecniche che permettono di ottenere vincite facili e vedremo come le mafie si sono sempre di più impadronite anche di questo mercato.

Questo podcast è realizzato da Avviso Pubblico e dalla Fondazione Adventum, grazie ai fondi dell’otto per mille della Chiesa Avventista ed è distribuito da Altreconomia

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Come i titoli dei media normalizzano l’azzardo

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Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.

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