Come parlare con un familiare che ha un problema di gioco d’azzardo: 3 consigli pratici

da | 16 Novembre 2025

Accorgersi che una persona cara ha un problema con il gioco d’azzardo è doloroso e destabilizzante. All’inizio spesso prevalgono dubbi e sospetti: “Sta davvero giocando troppo? È solo un passatempo o c’è qualcosa di più grave?”. Quando poi la situazione diventa evidente, il passo successivo è chiedersi: Come parlarne senza litigare, senza essere respinti o senza peggiorare le cose?

Il silenzio, però, non aiuta. La dipendenza da gioco è una vera e propria patologia comportamentale, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e affrontarla tempestivamente può fare la differenza. Ma non basta dire “smetti di giocare”: serve un approccio diverso, più delicato ed efficace.

La psicologa Elena Colombo, ospite del podcast Se questo è un gioco, ha condiviso tre consigli fondamentali che ogni familiare può adottare per aprire un dialogo con chi gioca in modo problematico. Sono strategie semplici ma potenti, che aiutano a costruire un ponte comunicativo invece che un muro di conflitti.

Primo consiglio: insinuare il dubbio con delicatezza

Il primo passo è non accusare direttamente. Dire frasi come “Tu sei malato” o “Sei un giocatore compulsivo” rischia solo di provocare difese, rabbia e negazione. Chi ha una dipendenza spesso non è pronto ad ammetterlo, e sentirsi attaccato non fa che rafforzare il rifiuto del problema.

 Il consiglio della psicologa è invece di insinuare un dubbio. Come farlo? Con domande aperte e osservazioni neutre, che invitino a riflettere: “Hai notato che ultimamente passi molto tempo al gioco?”, “Ti sembra che ti stia creando più preoccupazioni che divertimento?”, “Pensi che questa situazione stia influenzando anche altri aspetti della tua vita?”. Si tratta di piccoli semi di consapevolezza, che non obbligano a risposte immediate ma aiutano la persona a iniziare a guardarsi dentro.

Perché funziona

Perché non parte da un’accusa, ma da una riflessione condivisa. Invece di puntare il dito, si apre una finestra che permette al giocatore di mettersi in discussione senza sentirsi schiacciato dal giudizio.

Secondo consiglio: aumentare la percezione dei rischi

Molti giocatori patologici hanno credenze distorte: pensano che dopo tante perdite arriverà la vincita, che aumentando le giocate aumentino le probabilità di successo, o che la “quasi vincita” sia un segnale che la fortuna sta per girare. Queste illusioni alimentano il comportamento compulsivo.

Il familiare può intervenire portando informazioni dall’esterno, senza mettersi in cattedra: “Ho letto che i giochi sono programmati per far vincere sempre il banco…”,  “Sai che in Italia l’azzardo viene definito una tassa sulla povertà?”, “Ho sentito un esperto dire che le probabilità di vincere sono molto più basse di quello che pensiamo.” Non si tratta di fare una lezione, ma di aumentare la percezione dei rischi con spunti semplici e indiretti.

Perché funziona

Perché introduce un dubbio cognitivo: se fino a ieri il giocatore era convinto di poter “battere il sistema”, ora deve fare i conti con informazioni che mettono in crisi quella certezza. È un modo per stimolare la consapevolezza senza scontro frontale.

Terzo consiglio: parlare degli effetti su di sé

Uno degli errori più comuni dei familiari è accusare direttamente: “Tu rovini la famiglia”, “Per colpa tua non arriviamo a fine mese”, “Sei egoista”. Anche se possono sembrare affermazioni comprensibili, in realtà chiudono la comunicazione. La psicologa consiglia invece di parlare in prima persona, spostando l’attenzione sugli effetti che il comportamento del giocatore ha sugli altri, senza colpevolizzare: “Io mi sento molto preoccupata quando spendi tanto al gioco”, “Mi fa stare male vedere che ti isoli”, “Mi sento ansioso quando non so dove sei o come stai usando i soldi”. Questo approccio permette di comunicare emozioni autentiche senza trasformarle in un attacco.

Perché funziona

Perché chi ascolta non si sente accusato, ma percepisce l’impatto reale delle proprie azioni sulle persone care. È un modo più empatico per dire: “Il tuo problema non è solo tuo, ma ci tocca tutti.”

Errori da evitare quando si parla con chi gioca

Oltre ai tre consigli, è importante sottolineare alcuni atteggiamenti che rischiano di peggiorare la situazione:

  • Evitare minacce (“Se non smetti ti lascio”): alimentano solo paura e conflitto.
  • Evitare promesse impossibili (“Ti prometto che cambierai”): nessuno può garantire l’uscita immediata da una dipendenza.
  • Non sostituirsi completamente al giocatore: gestire tutto al posto suo (debiti, conti, problemi) può rinforzare la dipendenza.

Il ruolo dei familiari: sostenere senza farsi schiacciare

Un familiare non può “salvare” da solo una persona con dipendenza da gioco. Il rischio è di cadere nella co-dipendenza, caricandosi di tutto e consumando le proprie energie. L’obiettivo è stare accanto, con fermezza e affetto, ma anche con la consapevolezza dei propri limiti. Significa:

  • proteggere le finanze familiari;
  • non coprire le bugie o i debiti;
  • cercare alleanze con altri membri della famiglia;
  • rivolgersi a professionisti per avere supporto.

Quando chiedere aiuto esterno

Se il dialogo non basta, non bisogna sentirsi in colpa: la dipendenza da gioco è una malattia che richiede competenze professionali. In Italia esistono servizi gratuiti a disposizione:

  • i SerD (Servizi per le Dipendenze) territoriali;
  • gruppi di auto-aiuto per giocatori e familiari;
  • associazioni specializzate come Vinciamo il gioco con cui un sevizio di supporto gratuito online grazie ai fondi dell’8×1000 alla Chiesa Avventista.

Parlare con un familiare che ha un problema di gioco d’azzardo è difficile, ma possibile. I tre consigli della psicologa Elena Colombo – insinuare il dubbio, aumentare la percezione dei rischi, parlare degli effetti personali – sono strumenti semplici, ma concreti per aprire la strada a un confronto. Se in famiglia stai affrontando una situazione simile, ricorda: non sei solo. Con il supporto giusto, il silenzio e la paura possono lasciare spazio al dialogo e al cambiamento.

0 commenti

Invia un commento

Articoli e approfondimenti

Articoli recenti

Tutte le fake news sull’azzardo

Un insieme di narrazioni sbagliate e volòutamente ingannevoli edulcorano la natura dell’azzardo, riducendolo a semplice gioco. Ecco perché l’azzardo è una piaga sociale: sono troppe le fake news

Azzardo e amore tossico. La storia di Elena

San Valentino è la festa degli innamorati, ma per molte persone che vivono accanto a un giocatore d’azzardo, l’amore è diventato qualcosa di profondamente diverso da quello che sognavano. Questa è la storia di Elena, quarantadue anni, sposata da diciassette con Marco. Una storia che potrebbe essere quella di migliaia di donne e uomini in Italia

Adolescenti e azzardo: il ruolo della famiglia

Il gioco d’azzardo è ormai una pratica normalizzata tra molti adolescenti italiani, nonostante sia illegale per i minorenni. I dati più recenti di ISS, ESPAD e Nomisma mostrano che circa un giovane su quattro tra i 14 e i 19 anni ha avuto esperienze di gambling. La prevenzione passa dal dialogo aperto in famiglia, ma anche dal monitoraggio degli strumenti digitali, oltre alla promozione di attività alternative con il coinvolgimento di scuola e specialisti. Contrastare l’azzardo minorile richiede una vigilanza costante, empatica e condivisa all’interno della famiglia

storie di gioco

Azzardo e amore tossico. La storia di Elena

San Valentino è la festa degli innamorati, ma per molte persone che vivono accanto a un giocatore d’azzardo, l’amore è diventato qualcosa di profondamente diverso da quello che sognavano. Questa è la storia di Elena, quarantadue anni, sposata da diciassette con Marco. Una storia che potrebbe essere quella di migliaia di donne e uomini in Italia

Figli di giocatori d’azzardo: ‘Ho 16 anni e ho chiesto aiuto al Ser.D per mia madre

Un ragazzo di 16 anni racconta come la dipendenza di sua madre dalle slot machine abbia distrutto la serenità familiare. Quando la situazione è diventata insostenibile, ha trovato il coraggio di cercare aiuto da solo, scoprendo il Ser.D e convincendo entrambi i genitori ad affrontare il problema. Una testimonianza potente che mostra come anche i figli più giovani possano fare la differenza

Azzardo Live

Tutte le fake news sull’azzardo

Un insieme di narrazioni sbagliate e volòutamente ingannevoli edulcorano la natura dell’azzardo, riducendolo a semplice gioco. Ecco perché l’azzardo è una piaga sociale: sono troppe le fake news

i nostri esperti

Tutte le fake news sull’azzardo

Un insieme di narrazioni sbagliate e volòutamente ingannevoli edulcorano la natura dell’azzardo, riducendolo a semplice gioco. Ecco perché l’azzardo è una piaga sociale: sono troppe le fake news

Azzardo e amore tossico. La storia di Elena

San Valentino è la festa degli innamorati, ma per molte persone che vivono accanto a un giocatore d’azzardo, l’amore è diventato qualcosa di profondamente diverso da quello che sognavano. Questa è la storia di Elena, quarantadue anni, sposata da diciassette con Marco. Una storia che potrebbe essere quella di migliaia di donne e uomini in Italia

Compagni di gioco

Per colpa dell’azzardo ho dovuto gestire la pensione di mio padre

Una figlia racconta come suo padre, dopo la morte della moglie e il pensionamento, sia scivolato nella dipendenza da gratta e vinci. Dalla solitudine ai debiti, fino al rischio di usura. Una testimonianza vera e toccante che mostra come il gioco d’azzardo patologico colpisca tutta la famiglia, l’incomprensione dei parenti, la difficoltà di chiedere aiuto e l’importanza del supporto psicologico anche per i familiari. Una storia di coraggio e resilienza per chi vive situazioni simili

8x1000 avventista

Se questo è un gioco è un progetto finanziato grazie ai fondi Otto per mille della Chiesa Avventista. Clicca qui per saperne di più.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.